Home Scrittori

Home Antol. XIII Concorso

Franco  Ligi

Avvocato poeta di radici urbinate, la grande Roma lo fece

 
ProUrbino

 

Biografia

Bibliografia poetica

Recensione di Angelo Manitta

Poesie ispirate da Urbino

Poesie varie

 

           LINK:

Antologia    XI Concorso 2011

Antologia XIII Concorso 2013

  www.francoligi.com/index.html

 

Nota: I documenti inseriti in queste pagine sono stati inviati con vari fax  a partire del 15-11-2011 dallo Studio Legale "Avv. Franco Ligi" e trascritti

progressivamente  nelle pagine web di questo dominio fra il  2011 e il 2013. La sezione è stata ristrutturata nel 2021 per adeguamenti ai nuovi codec,

 

BIOGRAFIA

 

Franco Ligi (Roma, 12 novembre 1923 – 17 maggio 2013), di vetusta famiglia urbinate, che possedeva il Palazzo Passionei - Paciotti, ora sede della biblioteca della Fondazione Carlo e Marilise Bo.

Suo bisnonno, Pompeo Gherardi, fu il fondatore dell’Accademia Raffaello ed il promotore dell’acquisto e della valorizzazione della casa natale di Raffaello Sanzio.

 E’ stato accademico di Raffaello, avvocato cassazionista, decano degli avvocati del Sacro Concistoro. Ha pubblicato diversi scritti su numerosi argomenti giuridici, che vanno dal diritto della proprietà intellettuale, alla concorrenza, al diritto di famiglia.

 E’ stato Vice-Presidente della Associazione Italiana Giuristi.

 Negli anni 60 ha fondato e diretto il MOP (Movimento di Opinione Pubblica) con lo scopo dell’educazione politica dei cittadini, del controllo dei parlamentari, della difesa della democrazia da ogni involuzione totalitaria.

Al MOP aderirono eminenti personalità, come il Giudice Costituzionale Mortati e Indro Montanelli.

 Negli anni 70 ha fondato e diretto il Mille (Movimento dell’Italia Libera nella Libera Europa) che riuscì a fare eleggere 70 deputati DC indipendenti dai notabili, coordinati da Roberto Mazzotta, che assieme al Mille furono determinanti nel fallimento del  “compromesso storico”. Scopo del Mille fu di dar vita ad un “sindacato di elettori” per controllare che i parlamentari mantenessero fede alle promesse fatte ai propri elettori durante la campagna elettorale.

Negli anni 80 ha fondato e diretto con Mario Berri, ex Primo Presidente della Cassazione, il COMIN (Comitato di Informazioni e Iniziative per la Pace), che è stato presieduto da Giovanni Conso, Presidente emerito della Corte Costituzionale. Scopo del COMIN è stato di fornire spunti per la realizzazione di iniziative concrete di pace, con documenti di sintesi fortemente focalizzati su ciascun tema, indirizzati ad esponenti chiave della politica nazionale ed internazionale.

 Nel decennio e nel ventennio della sua attività la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato un volume, con prefazione del Presidente della Repubblica, che raccoglie la corrispondenza del COMIN con Capi di stato e di Governo e Ministri degli Esteri.

E’ stato giornalista pubblicista ed ha spesso manifestato il suo impegno civico con interventi sulla stampa nazionale.

Ha scritto novelle, appunti di viaggio ed oltre 2000 poesie romane, alcune  delle quali ha pubblicato in 8 raccolte, l’ultima delle quali, “Te leggo ‘na poesia”, tramite il sito “Amazon.it”. Ha avuto la gioia di leggere alcune delle sue poesie anche in Urbino, grazie  all’Accademia Raffaello ed all’assiduo interessamento del Dott. Giuliano Donini.
 


Nota.  Leggiamo dalla voce poetica dell'Autore come nasce la sua vena e la sua ispirazione
 

PARLA’ COME SE MAGNA
Roma, 25 maggio 2009

Lo so 'sto romano mio è annacquato.
Er fatto è che so’ nato a Roma
ma le radici mie so’ a Urbino
e de romano m’aritrovo poco e gnente.
Però me piace 'sto dialetto
facile musicale che va bene
pe’ le mie poesiole
seconno er vecchio detto
de parla’ come se magna.

 

DA DOVE M'ESCE STO ROMANO?
Roma, 26 aprile 1997

So' nato a Roma, vojo di' pe' sbajo.

La pajata nu' riesco a magnalla,
dei lupi giallorossi nun me frega gnente,
er Colosseo e San Pietro me so' larghi.
Li ruderi me piacceno così come so':
smozzicati e coperti de verde.
 

 

 

Ma penza tu che pacchianata
quann'ereno granni, grossi e carichi de marmo!

Che t'ho da di'?
A me che so' mezzo abbruzzese e mezzo marchisciano
sti' romani me pareno sbrasoni.
Solo in Sabina comincio a sentimme a casa mia,
ma drento Roma so' come'n forastiero.
E' bella -nu lo nego- ma un po' troppa
e quanno canteno zuccherosi "Roma mia"
me vie' l'infantijola.

Allora famme capì
da dove m'esce 'sto romano?

Forze, come pe' l'ingresi e li tedeschi,
doppo tant'anni un tantinello a vorta
me s'è infilato drento
e mo' tutto d'un botto m'esce fora.
Oppuro serve pe' parlà come magni
e -quanno ce vo'- allentà na parolaccia
ch'a Roma cià 'n sapore tutto suo.

 

 Diverse sue poesie sono dedicate ad Urbino, che ha sempre amato e ricordato con affetto, non solo per le sue origini familiari, ma per avervi vissuto per lunghi periodi, anche durante la seconda guerra mondiale. In Urbino, inoltre, ha sempre avuto rapporti di amicizia, stima ed affetto con molti eminenti esponenti del mondo della cultura, delle arti e professioni, e con tutte le persone care sin dalla giovinezza, che volentieri tornava ad incontrare nelle periodiche visite alla Città Ducale,

Marito, padre, nonno e bisnonno affettuoso e premuroso, ha avuto come massimo desiderio il poter trasmettere a figli e nipoti i valori assoluti e gli insegnamenti raccolti nel corso della sua lunga vita.

 Durante la messa per l’estremo saluto è stata letta la sua poesia:


Un treno senza orario

Er fatto d’esse in lista d’attesa

p’er  viaggio al’antro monno

nun me fa zompà de gioja .

‘Sta  vita è provisoria

e ‘nfarcita  de guai

certo è peggio del’antra che ciaspetta .

 

Però me  piace tanto

e me dispiace lassà l’affetti

l’imprese cominciate  le poesie.

Ma che te devo di’ ?

 

“Trovamme ala stazzione

senza li bagaji

 

e aspettà ‘n treno  senza orario

me fa sentì leggero

vive ala  giornata

come se dovrebbe campà

si nun ce fussero le smanie

l’ambizzioni  le paure.

 

‘Ste cannele una per una l’ha smorzate er tempo.

Ne so’ rimaste accese ‘n paro

la speranza e la fede.

Le riparo cole mano

così er vento der treno

quanno ariva nu’ le spegne . 

Franco Ligi riposa, insieme alla sua adorata moglie Anna Maria,  nel cimitero di San Bernardino, di fronte alla sua casa ed alla cara Urbino.

 

INIZIO PAGINA

 

 

POESIE  PUBBLICATE

 

 

1997 - Ed. AR.TI. Verona

 

 

1998 - Ed. Pagine

 

 

1999 - Ed. Pagine

(Cortile Palazzo Passionei)

 

2000 - Ed. Pagine

 

 

2001 - Ed. Pagine

 

 

2002 - Ed. Pagine

 

 

2012 - Herald Editore

 

 

2012- Amazon

 

 

INIZIO PAGINA