DONATELLA  STAMER

 

TERATOLOGIA  FANTASTICA

 

Disegni e Incisioni

 

Saggi di:

 

Giorgio Celli

Alessandro Laporta

 

5 - 14 Settembre 2009

ACCADEMIA  RAFFAELLO - URBINO

 

MUSEO CASA NATALE DI RAFFAELLO

BOTTEGA GIOVANNI SANTI - URBINO

 

 

Il disegno non è
un puro esercizio di abilità.

A differenza della pittura e della scultura, linguaggi colti dell'arte nei quali l'immediatezza del fare artistico comporta la visualizzazione e la materializzazione, il disegno e' lo strumento più' immediato per fissare le idee.

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Disegnare significa trasformare uno spazio vuoto in uno significante e se la GRAFICA, come dice già la sua radice linguistica, è imparentata con la SCRITTURA noi dovremmo con questa pratica "scrivere segni sicuri che possano essere letti in tutto il mondo, una scrittura universale".

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Il disegno e' una disciplina artistica più' difficile delle altre poiché esige una particolare pedagogia nell'educazione al vedere.

Il fascino di questi miei disegni è insito nella tecnica? È il frutto di un manierismo ante litteram e nostalgico? Non credo, non è niente di tutto ciò, infatti la tecnica non è fine a se stessa ma solo un mezzo per immaginare il nuovo ovunque si annidi: nelle ombre, nelle forme, nello spazio. Le mie sono strane creature ma verosimili, plausibili, e come scrive Italo Calvino: 'Affaccia le sue terrazze solo sul lago della nostra memoria", così io scandisco, misuro il mio tempo con un orologio che segna solo i secoli e creo un creato credibile.

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Non posseggo un segno "potente" come quello di Picasso in grado di "nominare immediatamente le forme e le figure". Tuttavia credo di possedere un segno vibrante, intimo e ubbidiente, in grado di ordinare, allineare, intrecciare reticoli chiaroscurali che non negano mai la luce ma anzi la esaltano. I segni trasformano la materia sottostante (la carta), reggono le forme più ardite (sulla carta), dialogano con le parole (espresse dal testo sulla carta).

Nei miei disegni, ma anche in tutta l'opera incisa, c'è l'intenzione di disvelare alcuni segreti, propri del silenzio, delle lunghe attese, dell'osservazione lenta, della meditazione utile a concepire forme sedimentate nello spazio e riemerse dal tempo, perché possano vivere senza nascondimenti.

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NULLA DIES SINE LINEA

 

Credo nel disegno. Ho motivo di credere che il disegno

non può logorarci, può invece consumare, rodere chi non lo domina, chi non lo pratica.

 

Donatella  Stamer

 

(da "Disegni - Opera-libro I" - Ed. Del Grifo - 2008)