La preghiera del carcerato
Non mi manca la coltre di piume
o il pigiama di seta cremisi,
l'acqua calda del bagno al mattino,
la poltrona e il bicchiere di gin;
non m'importa se nella mia cella
entra solo la luce a quadretti;
non fa niente se tutte le cose
che una volta mi davano gioia
sembran ora per sempre perdute.
Io da bimbo sentivo una voce
che acquietava ogni ansia e timore,
oggi questo mi manca, Signore,
che mi aiuti a portar la mia croce.
Quando scende la sera sul mondo,
che ho macchiato di orrendi misfatti,
e le labbra si muovon da sole
ripetendo un'antica preghiera,
"Padre Nostro", ed il cuore s'infiamma,
io ti chiedo una cosa soltanto:
di sentire la voce di mamma.
Non ti chiedo nient'altro:
quel bimbo che sonnecchia
in ciascuno di noi,
nella notte ha paura del buio,
accontentalo, Padre, Tu puoi.