Io sono
Io sono
una voce sommessa
che vibra inaudita
e a tratti vacilla,
si spezza,
si perde
nel rotto clamore
del mondo.
Io sono
nient'altro
che un cuore
che batte,
che forse si illude
di essere vivo
perché le ferite
gli bruciano
e fanno un gran male.
Io sono...
Ma è vero
che sono?
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La lirica, modernissima anche nella disposizione dei versi, esprime il dramma dell'uomo moderno che si sente sperduto nel clamore del mondo e che cerca disperatamente una precisa identità.
La scrittrice, infatti, dice di essere una voce sommessa che nessuno ascolta e che si perde nel frastuono della vita. La protagonista riduce se stessa a un cuore che batte nella solitudine di un mondo sordo alla voce degli esseri umani che vorrebbero vivere in una dimensione non alienata. I battiti del cuore non sono espressione di gioia,ma di dolore, sono l'eco delle "ferite che bruciano e fanno un gran male". Nei versi finali viene, addirittura, messa in dubbio l'oggettività della stessa esistenza:
"Io sono... / Ma è vero / che sono?
A me pare che la lirica trascenda il mondo esistenziale della scrittrice, per assurgere a simbolo della crisi che l'uomo di oggi vive sulla propria pelle nel mondo moderno alienante e alienato, tutto proteso al conseguimento del benessere materiale che annega in sé ogni valore spirituale. La lirica "Crisi di coscienza" è una chiara dimostrazione della fondatezza della mia intuizione.
Oristano, 28-06-2003
A. Corrias