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Iaia Lorenzoni: In cima (Victor), poesia

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LEGGERE LA POESIA / LEGGERE I POETI A URBINO : 17/01/2018
 

La scrittrice Iaia Lorendoni di Pesaro il 17 gen 2018 all'UNILIT di Urbino presenta la sua raccolta di poesie, "Da voce a voce". In questa clip video la lettura della poesia, In cima (Victor).


L'iniziativa fa parte di un ciclo di 4 incontri organizzati dall’Unilit di Urbino (Università Libera Itinerante Collegata all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo), in collaborazione con il Circolo Acli-Centro Universitario e le Conversazioni di Palazzo Petrangolini, dedicati alla poesia ed ai poeti Germana Duca, Maria Grazia Maiorino, Iaia Lorenzoni e Rosanna Gambarara, che partecipano alla vita culturale urbinate in varie forme di presenza e di animazione con le loro ultime pubblicazioni.

 

 

Germana Duca: L’immagine della “cascata di bambini” che si chiamano e si rincorrono è paragonabile a quella dei ricordi; i quali, stando a Leopardi e Pascoli, sono il motore stesso della poesia. Il passato, si sa, non va mitizzato, ma trattenerne dei frammenti, registrarne le voci, come tu fai, rende più agile l’intelletto e il linguaggio, più ricco il sentimento.

Pensi che parlare del tempo andato a una generazione che sta crescendo sia utile?
Al riguardo tu, amatissima maestra, dedichi una delle prime poesie del libro al piccolo Victor: chi è?

 

Iaia Lorenzini: Victor fa la III elementare. E’ il nipotino di Claudia e Stefano (suoi zii). Io non ho figli. Claudia e Stefano sono i miei nipoti, e un giorno vengono a trovarmi con il piccolo Victor.
Victor entra in casa mia, mi guarda, guarda felice i tre mici che mi girano intorno e subito ( oh, miracolo!), mi chiama “nonna Iaia”. E mi adotta. Da quel giorno sono veramente la sua “nonna dei gatti”, come qualche volta dice, e lui ed io andiamo “in cima” (p.13). Visti i troppi tanti adulti-adulti in giro, andare “in cima” è la strada per abbandonarmi, sentirmi viva, di nuovo bambina e comunicare con Victor. Perché il mio tempo è il suo. E io per prima vado, come lui mi dice sempre, ma in verità è “noi due insieme”, simultaneo al suo. Allora dialogo con lui, trasmetto ricordi della mia infanzia, esperienze che mi ritornano in un vivido presente col desiderio di farlo crescere, sognare e credere per proiettarlo nel futuro.