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 SOCIETA'  DEL  SOLDO
MEMORIE SUI PRIMI 60 ANNI - 1861 - 1921

 

VRBINVM

URBINO Anno VI - Num. Unico    Settembre MCMXXI

 

In occasione del. sessantesimo anniversario dalla fondazione della Società Operaia di Mutuo Soccorso e dell'Asilo Infantile «Lorenzo Valerio», il Comitato delle feste, ha, con lodevole pensiero, stabilito la pubblicazione, di un numero speciale a perenne, ricordo della fausta ricorrenza.

Il nostro bollettino di cultura Vrbinvm è lieto di esser stato scelto all'uopo, trattandosi di due Istituzioni, che hanno scritto e scrivono pagine nobilissime nella storia della beneficenza e della previdenza cittadina.

Associando i ricordi felici dell'oggi con quelli gloriosi del passato e tramandandone la memoria, esprimiamo l'augurio più vivo e sincero per l'avvenire di entrambe le benefiche Istituzioni: avvenire di pace, di lavoro concorde e di costante progresso civile. '

Urbino, 11 Settembro 1921.

LA DIREZIONE

 

 Nota trascrivente (Michele Gianotti): da quanto sopra si deduce che l'Anno di Fondazione è stato 1861.  Nel 2012 ricorre il 151° (non il 154° come pubblicato). Se poi si considera che qualche volta la passeggiata non è stata fatta per guerre mondiali o crisi del direttivo … il numero è un poco inferiore a quel 151.

 

 

La Società Operaia di Mutuo Soccorso

fra gli Artieri e gli Operai in Urbino

 

MEMORIE

  

Mentre fervevano le lotte per l'indipendenza e l'unità della Patria, alcuni volonterosi pensarono di fondare in Urbino una Società di Mutuo Soccorso fra gli Artieri ed 0perai, allo scopo di «unire la gioventù e far si che fra la medesima regni la più perfetta concordia, si aiuti scambievolmente, sovvenga quei giovani forestieri che avranno bisogno ed accolga ospitalmente quelli che saranno riconosciuti per amici», come è detto in un programma di quel tempo.

Il 14 Febbraio 1801 s'inaugurava la Società con un elaborato e patriottico discorso del Dott. Alessandro Coen, in una riunione della Società Nazionale di Urbino, nella quale venne nominata una Commissione di tre giovani cittadini e cioè : 

Berganzoni Gaetano, sarto;

Marcolini Federico, falegname;

Sabattini Giovanni, caffettiere;

 incaricata di raccogliere le iscrizioni al novello Istituto.

Coll'entusiasmo che li animava riuscirono in breve a riunire le adesioni di 176 Artieri ed Operai, soci effettivi e di 68 soci onorari, in modo che il 21 Luglio dello stesso anno la Società incominciò a funzionare.  Dei 176 fondatori sono ancora, in vita: Feligiotti Giuseppe e Ubaldi Clemente.

Non deve ritenersi esiguo il numero degli inscritti se si pensa alla diffidenza, che per le vicende politiche serpeggiava allora fra la massa dei cittadini, timorosi che le cose tornassero al vecchio, e non sicuri del nuovo diritto, che proclamava la libertà di associazione.

La conferma di ciò si ha nel fatto che al 31 Dicembre 1861, ossia dopo appena sei mesi dal funzionamento, i soci effettivi invece di aumentare diminuirono, e il numero si ridusse a 106, mentre tutti i 68 soci onorari si dimisero.

Superate però tali incertezze e consolidatasi l'idea dell'utilità derivatile dall'unione, gli Artieri e gli Operai si ascrissero a gara al nascente Sodalizio, tantoché alla fine del 1864 la Società contava 330 contribuenti effettivi e buon numero di soci onorari.

Il rapido sviluppo ottenuto permise allora (1865) alla Società di spiegare tutta la sua attività a beneficio dei soci e di tutta la classe lavoratrice, coadiuvando efficacemente l'Avv. Prof. Luigi d'Apel nell'effettuare l'apertura d'un magazzeno cooperativo di consumo; soccorrendo con oblazioni i volontari e i colerosi ed istituendo un Comitato di elette persone incaricato di diffondere, con conferenze popolari, l'istruzione fra i soci ed i loro figli, incitando questi e quelli a frequentare le scuole pubbliche e premiando coloro che si distinguevano per diligenza e profitto.

Dagli atti poi rilevasi come, per le premure della Nobil donna Contessa Anna Castracane Staccoli, il Sodalizio concorresse alla istituzione di una Società di assistenza per gli adolescenti poveri.

Fra le cure, intese,al miglioramento economico e morale della classe artigiana, la Società non dimenticava i generosi, che offrivano la loro vita per unire alla madre patria le terre ancora soggette allo straniero, plaudendo alla loro azione ed incoraggiandone 1' ardore con scritti pieni di liberi e forti sensi.

Riconoscente al glorioso Duce di essi ne ascriveva il nome illustre nell'albo dei soci proclamandolo Presidente onorario: affettuosa dimostrazione alla quale Giuseppe Garibaldi rispondeva col seguente autografo, custodito con cura dalla Società:

 

Caprera, 20 Marzo 1865.

Alla Società degli Operai di URBINO

Cari, Fratelli, Operai,

Vi ringrazio dell' affetta addimostratomi facendomi vostro Socio. Vado orgoglioso di questo titolo. In voi è riposto l'avvenire della Patria e dell'Umanità.

Con la fermezza e la istruzione vogliate effettuare questo nuovo e grandioso periodo. Credetemi con affetto

Vostro sempre

f. G. GARIBALDI

 

A perenne 'memoria venne questo documento inciso nel marmo con delibera dei rappresentanti in data del 12 Maggio 1882.

Contemporaneamente l'albo sociale si fregiava del nome di un altro valoroso : il Colonnello Achille Maiocchi.

Sempre nel 1865, nell'intendimento di allargare la sfera della sua benefica azione, la Società accolse nel sub' séno le donne operaie, e col primo luglio di quell'anno;si ebbe la sezione femminile con numero 74 socie presenti, numero che salì a 127 nel 1866, a 149 nel 1867, a 152 nel 1868.  Le donne; ebbero comune cogli uomini doveri e diritti versando; un contributo settimanale di cinque centesimi, metà cioè di quello pagato dai soci, é ricevendo metà del sussidio corrisposto agli uomini in caso di malattia, cioè lire una al giorno per la durata di tre mesi, dopo i quali, prolungandosi la malattia, il sussidio si riduce ancora a metà per giorni 30, per poi diventare di cent. 30 per un anno in caso di cronicità.

Con provvido consiglio nel 1860 i Rappresentanti deliberarono che i tre quinti del capitale sociale venissero destinati a formare un fondo di riserva per una cassa pensioni ai soci in caso di inabilità permanente al lavoro o di vecchiaia, fondo aumentabile nella stessa proporzione cogli avanzi di ogni successivo esercizio.

Le esigenze dei nuovi tempi consigliarono il Sodalizio ad aumentare il contributo settimanale portandolo a L. 0,20 la settimana e corrispondendo il sussidio di L. 1,50; ma anche questo nuovo aumento negli ultimi anni dovette modificarsi e da L. 0,20 fu portato a L. 0,50 alla settimana e il sussidio giornaliero a L. 4.

Non dimenticando gli interessi ed i bisogni degli operai, nel 1866, d'incarico del Municipio, la Società curava l'impianto di una biblioteca popolare e nel 1874, contribuiva largamente all'apertura delle cucine economiche.  Nel 1875 sussidiava il Comitato promotore, sorto in Urbino, per gli ospizi marini dei scrofolosi.  La duplice missione della Società veniva così esplicata, onde la città nostra vedeva con simpatia progredire la benefica Istituzione ed i soci, lieti,dpi vantaggi da essa procurati, vollero celebrare :nel 26 Maggio 1876 una solenne festa commemorativa alla quale intervennero numerose rappresentanze.delle Società consorelle e di varie province d'Italia.  Altre feste commemorative si susseguirono nel 1892 nell'occasione dell'inaugurazione del monumento al nostro Raffaello e finalmente per il 50° anno dell'annessione di Urbino alla gran madre Italia, feste tutte riuscitissime che lasciarono nel popolo e nei numerosi forestieri accorsi, grato ricordo.

Avendo sempre a cuore gl'interessi vitali delle nostre popolazioni, la Società fu la prima a promuovere l'agitazione pro-ferrovia e fin dal gennaio 1879 la vediamo indirizzare una circolare alle Consorelle dei paesi interessati per chiedere l'adesione alla domanda da presentarsi alle Camere per la iscrizione in 2ª Categoria della costruenda linea S. Arcangelo-Urbino-Fabriano.

Non vedendo effettuati mai i giusti desideri di questa dimenticata regione, la Società non cessò di tener viva l'agitazione, sia promuovendo pubblici comizi, sia partecipandovi.  Con vibrati ordini del giorno ha fatto e fa tuttora sentire la sua voce al Governo, per vedere mia buona volta compiuta una linea ferroviaria, che fa sperare nel miglioramento industriale ed economico del nostro paese.

Nel 1884 la Società ebbe l'onore di vedersi premiata all'Esposizione Nazionale di Torino, alla quale mandò, a sue spese, due giovani operai, a scopo d' istruzione.  Nel 1905 venne giudicata meritevole della medaglia, d'argento all'Esposizione Marchigiana di Macerata e nel 1913 meritò la medaglia pure d'argento all'Esposizione di Milano.

Nel 1884 apriva nel suo seno una cassa di depositi e prestiti, che diede nei primi tempi ottimi risultati, e poi subì vicende non liete.

Nel 1897 la città nostra si trovò fatalmente priva dei suoi massimi istituti di credito: è la Società, che aveva i suoi modesti risparmi deposita li presso la!Cassa di Risparmio ebbe purtroppo a temere di perderli tutti o in parte.

Se non che, per la prudenza dei suoi amministratori il danno si limitò alla perdita dei soli interessi; poiché iniziate sollecitamente le pratiche per il suo riconoscimento giuridico ottenuto nel 1899, mercè l'opera assidua, solerte e disinteressata dell'Avv. Luigi Fulvi - potè acquistare, dalla Cassa di Risparmio, in cambio del suo credito, un fondo rustico di uguale valore. In appresso volendo che l'operaio e il piccolo commerciante non fossero privi dei benefici del credito, provvide ed aiutò l'istituzione della Banca Popolare Cooperativa, che tuttora funziona, con soddisfazione ed utilita del paese.

Non mancò mai di mantenere i vincoli di fratellanza con le Società consorelle facendosi, nei limiti del possibile, rappresentare nelle feste commemorative e nelle dimostrazioni patriottiche e in tutte le pubbliche manifestazioni d'alto interesse per la classe operaia e per la Nazione.

Volendo il Consiglio Direttivo attuale mantenere alto il prestigio della Società, ha deliberato di festeggiare, nel corrente mese, il 60° anno di vita, unendosi con l'altro benefico Istituto del paese l' «Asilo Infantile » che conta puro gli stessi anni di vita. Tale manifestazione riescirà, come tutte le altre, di piena soddisfazione dell'intera cittadinanza, poiché non è indetta con intento festaiolo, ma col proposito di stringere sempre più i vincoli di fratellanza tra i suoi soci ed elevare sempre più in allo le sue sante bandiere sotto le quali si alleviarono tante sventure.

Non meno attiva fu la Società nell'amministrare i suoi modesti capitali.  Per dimostrare ciò sarebbe necessario allegare alcuni prospetti, ma per brevità mi limito ad accennare soltanto il numero dei soci, l'entrata e d'uscita di ciascun anno dalla fondazione al 31 Dicembre 1920, cenni che valgono a dimostrare lo sviluppo del Sodalizio:

  

SOCI ENTRATA
Lire
USCITA
Lire
146 308,64 165
132 553,27 223,65
233 840,67 518,07
308 3172,61 1622,28
421 4595,52 2766,56
472 3526,9 2086,62
492 3791,79 2457,74
498 3 187,95 2616,2
480 4109,99 2968 85
446 4304,5 3201,81
397 3631,89 2766,96
408 3200,39 30S8.63
365 3024,77 3050,88
333 2989,67 3211,29
353 3518.97 2982,59
397 4195,1 3575,06
414 3268,14 3122,51
433 3389,56 2780,72
445 5110,02 3510,49
447 4159,14 3934,58
460 4526,87 3811,18
460 4521.68 3935,08
463 4875.13 4657,28
480 4699,38 3787,13
498 5026.90 2591,01
495 5505,21 3388,17
513 5240,03 4085,56
406 5951,08 3673,94
197 5029,11 5637,12
513 5179.37 6999,02
520 5028,81 4409,12
533 5269,13 6827,86
536 5278,69 5339,55
510 5271.68 4768,00:
550 5119,32 5111,88
539 5122,29 5557,43
516 5137,14 5628,73
511 4161,7 4730,89
531 4583,89 4867
491 5204,58 4997,99
458 4159,06 4240,95
458 3923,63 4588,73
501 4647,44 4461,24
476 4709,16 5563,42
450 4618,93 4719,24
463 4319,47 4066,81
404 4782,63 4243,42
401 4707,98 3074,78
432 4927,43 5267,96
483 5088,07 4491,13
441 4304,91 4282,95
457 4037,18 3000,7
450 4125,55 3827,49
149 5079,81 4240,38
492 4013,62 3145,9
492 4513 5435
431 4605,92 4457,11
424 5253,29 4300,59
388 3904,54 3595,8
397 8400.87 818,15
  219751,42 216450,70
  Patrimonio L. 24027,79

 

I soci sussidiati per malattie ordinane furono in tutto 5419.  Le pensioni di perpetua inabilità a proficuo lavoro incominciarono nel 1876 o furono beneficati soci 197.  Altri sussidi furono elargiti per cronicità e per altre ragioni.

II numero dei soci si mantiene quasi stazionario, senza grande squilibrio, mentre quello delle socie va sempre decrescendo, il che importa un gravame sempre maggiore alla Società dovendo essa sostenere, con le poche rimaste inscritte, gl'impegni ai quali dà diritto lo Statuto.  I contributi settimanali pagati dai soci variarono secondo l'esigenze dei tempi. Da L. 0,10, si passò, a L. 0,14, poi a L. 0,15, quindi a L. 0,20 e finalmente a L. 0,50.  In relazione ai contributi furono elevati i sussidi tanto che da L. 0,75, si andò a L. 1,00 poi e L. 1,50 ed ora il socio malato percepisce L. 4 il giorno.

L'esigenze dei tempi consigliarono l'ultimo elevamento proposto dal Consiglio d'amm.ne e avvalorato da' molti soci e più specialmente dal socio Federico Micheli, il quale richiedeva che, dato il prezzo enorme della vita, fosse elevato il contributo e il sussidio fosse portato anche a maggior altezza.  E qui è bene notare che poche sono le Società di M. S. .che in proporzione del contributo diano un sussidio elevato come il nostro.

Innanzi di chiudere ritengo doveroso rammentare che vi furono cittadini, i quali con generose oblazioni si resero benemeriti verso il nostro Sodalizio.

Primo fra questi fu Felice Coen, che nell'atto della fondazione destinò L. 500 a beneficio della Società.  Altre somme elargirono: il Municipio, le famiglie Castracane, Coen, Rondini, Petrangolini, F.lli Falasconi, F.lli Alitti, Luigi Sabattini, famiglia Fonti ed altri.

Quest'istituzione, ch'ebbe a capo Ciro Fumeri, Vincenzo Romani, Giovanni Londei, Melchiorre Arduini e per trent'anni Aldo Albini, nata sotto felici auspici, ebbe nei suoi sessant'anni di vita le simpatie di tutta la cittadinanza, perchè tenne alto il suo decoro; non mancò mai di diffondere l'istruzione e l'educazione dell'operaio; assistette i soci in tutte le occasioni e sempre concorse al benessere generale della città a ciò dedicando tutta la sua energia.

La festa d'oggi valga a dare maggior incremento alla filantropica Istituzione, alla quale tutti possono appartenere, portando essa nella sua bandiera scritto : Pace, Lavoro, Mutuo Soccorso.

 

1 Settembre 1921

F. Terenzi

 

 

 

VRBINVM

URBINO Anno VI - Num. Unico    Settembre MCMXXI

 

In occasione del. sessantesimo anniversario dalla fondazione della Società Operaia di Mutuo Soccorso e dell'Asilo Infantile «Lorenzo Valerio», il Comitato delle feste, ha, con lodevole pensiero, stabilito la pubblicazione, di un numero speciale a perenne, ricordo della fausta ricorrenza.

Il nostro bollettino di cultura Vrbinvm è lieto di esser stato scelto all'uopo, trattandosi di due Istituzioni, che hanno scritto e scrivono pagine nobilissime nella storia della beneficenza e della previdenza cittadina.

Associando i ricordi felici dell'oggi con quelli gloriosi del passato e tramandandone la memoria, esprimiamo l'augurio più vivo e sincero per l'avvenire di entrambe le benefiche Istituzioni: avvenire di pace, di lavoro concorde e di costante progresso civile. '

Urbino, 11 Settembro 1921.

LA DIREZIONE

 

 Nota trascrivente (Michele Gianotti): da quanto sopra si deduce che l'Anno di Fondazione è stato 1861.  Nel 2012 ricorre il 151° (non il 154° come pubblicato). Se poi si considera che qualche volta la passeggiata non è stata fatta per guerre mondiali o crisi del direttivo … il numero è un poco inferiore a quel 151.

 

 

La Società Operaia di Mutuo Soccorso

fra gli Artieri e gli Operai in Urbino

 

MEMORIE

  

Mentre fervevano le lotte per l'indipendenza e l'unità della Patria, alcuni volonterosi pensarono di fondare in Urbino una Società di Mutuo Soccorso fra gli Artieri ed 0perai, allo scopo di «unire la gioventù e far si che fra la medesima regni la più perfetta concordia, si aiuti scambievolmente, sovvenga quei giovani forestieri che avranno bisogno ed accolga ospitalmente quelli che saranno riconosciuti per amici», come è detto in un programma di quel tempo.

Il 14 Febbraio 1801 s'inaugurava la Società con un elaborato e patriottico discorso del Dott. Alessandro Coen, in una riunione della Società Nazionale di Urbino, nella quale venne nominata una Commissione di tre giovani cittadini e cioè : 

Berganzoni Gaetano, sarto;

Marcolini Federico, falegname;

Sabattini Giovanni, caffettiere;

 incaricata di raccogliere le iscrizioni al novello Istituto.

Coll'entusiasmo che li animava riuscirono in breve a riunire le adesioni di 176 Artieri ed Operai, soci effettivi e di 68 soci onorari, in modo che il 21 Luglio dello stesso anno la Società incominciò a funzionare.  Dei 176 fondatori sono ancora, in vita: Feligiotti Giuseppe e Ubaldi Clemente.

Non deve ritenersi esiguo il numero degli inscritti se si pensa alla diffidenza, che per le vicende politiche serpeggiava allora fra la massa dei cittadini, timorosi che le cose tornassero al vecchio, e non sicuri del nuovo diritto, che proclamava la libertà di associazione.

La conferma di ciò si ha nel fatto che al 31 Dicembre 1861, ossia dopo appena sei mesi dal funzionamento, i soci effettivi invece di aumentare diminuirono, e il numero si ridusse a 106, mentre tutti i 68 soci onorari si dimisero.

Superate però tali incertezze e consolidatasi l'idea dell'utilità derivatile dall'unione, gli Artieri e gli Operai si ascrissero a gara al nascente Sodalizio, tantoché alla fine del 1864 la Società contava 330 contribuenti effettivi e buon numero di soci onorari.

Il rapido sviluppo ottenuto permise allora (1865) alla Società di spiegare tutta la sua attività a beneficio dei soci e di tutta la classe lavoratrice, coadiuvando efficacemente l'Avv. Prof. Luigi d'Apel nell'effettuare l'apertura d'un magazzeno cooperativo di consumo; soccorrendo con oblazioni i volontari e i colerosi ed istituendo un Comitato di elette persone incaricato di diffondere, con conferenze popolari, l'istruzione fra i soci ed i loro figli, incitando questi e quelli a frequentare le scuole pubbliche e premiando coloro che si distinguevano per diligenza e profitto.

Dagli atti poi rilevasi come, per le premure della Nobil donna Contessa Anna Castracane Staccoli, il Sodalizio concorresse alla istituzione di una Società di assistenza per gli adolescenti poveri.

Fra le cure, intese,al miglioramento economico e morale della classe artigiana, la Società non dimenticava i generosi, che offrivano la loro vita per unire alla madre patria le terre ancora soggette allo straniero, plaudendo alla loro azione ed incoraggiandone 1' ardore con scritti pieni di liberi e forti sensi.

Riconoscente al glorioso Duce di essi ne ascriveva il nome illustre nell'albo dei soci proclamandolo Presidente onorario: affettuosa dimostrazione alla quale Giuseppe Garibaldi rispondeva col seguente autografo, custodito con cura dalla Società:

 

Caprera, 20 Marzo 1865.

Alla Società degli Operai di URBINO

Cari, Fratelli, Operai,

Vi ringrazio dell' affetta addimostratomi facendomi vostro Socio. Vado orgoglioso di questo titolo. In voi è riposto l'avvenire della Patria e dell'Umanità.

Con la fermezza e la istruzione vogliate effettuare questo nuovo e grandioso periodo. Credetemi con affetto

Vostro sempre

f. G. GARIBALDI

 

A perenne 'memoria venne questo documento inciso nel marmo con delibera dei rappresentanti in data del 12 Maggio 1882.

Contemporaneamente l'albo sociale si fregiava del nome di un altro valoroso : il Colonnello Achille Maiocchi.

Sempre nel 1865, nell'intendimento di allargare la sfera della sua benefica azione, la Società accolse nel sub' séno le donne operaie, e col primo luglio di quell'anno;si ebbe la sezione femminile con numero 74 socie presenti, numero che salì a 127 nel 1866, a 149 nel 1867, a 152 nel 1868.  Le donne; ebbero comune cogli uomini doveri e diritti versando; un contributo settimanale di cinque centesimi, metà cioè di quello pagato dai soci, é ricevendo metà del sussidio corrisposto agli uomini in caso di malattia, cioè lire una al giorno per la durata di tre mesi, dopo i quali, prolungandosi la malattia, il sussidio si riduce ancora a metà per giorni 30, per poi diventare di cent. 30 per un anno in caso di cronicità.

Con provvido consiglio nel 1860 i Rappresentanti deliberarono che i tre quinti del capitale sociale venissero destinati a formare un fondo di riserva per una cassa pensioni ai soci in caso di inabilità permanente al lavoro o di vecchiaia, fondo aumentabile nella stessa proporzione cogli avanzi di ogni successivo esercizio.

Le esigenze dei nuovi tempi consigliarono il Sodalizio ad aumentare il contributo settimanale portandolo a L. 0,20 la settimana e corrispondendo il sussidio di L. 1,50; ma anche questo nuovo aumento negli ultimi anni dovette modificarsi e da L. 0,20 fu portato a L. 0,50 alla settimana e il sussidio giornaliero a L. 4.

Non dimenticando gli interessi ed i bisogni degli operai, nel 1866, d'incarico del Municipio, la Società curava l'impianto di una biblioteca popolare e nel 1874, contribuiva largamente all'apertura delle cucine economiche.  Nel 1875 sussidiava il Comitato promotore, sorto in Urbino, per gli ospizi marini dei scrofolosi.  La duplice missione della Società veniva così esplicata, onde la città nostra vedeva con simpatia progredire la benefica Istituzione ed i soci, lieti,dpi vantaggi da essa procurati, vollero celebrare :nel 26 Maggio 1876 una solenne festa commemorativa alla quale intervennero numerose rappresentanze.delle Società consorelle e di varie province d'Italia.  Altre feste commemorative si susseguirono nel 1892 nell'occasione dell'inaugurazione del monumento al nostro Raffaello e finalmente per il 50° anno dell'annessione di Urbino alla gran madre Italia, feste tutte riuscitissime che lasciarono nel popolo e nei numerosi forestieri accorsi, grato ricordo.

Avendo sempre a cuore gl'interessi vitali delle nostre popolazioni, la Società fu la prima a promuovere l'agitazione pro-ferrovia e fin dal gennaio 1879 la vediamo indirizzare una circolare alle Consorelle dei paesi interessati per chiedere l'adesione alla domanda da presentarsi alle Camere per la iscrizione in 2ª Categoria della costruenda linea S. Arcangelo-Urbino-Fabriano.

Non vedendo effettuati mai i giusti desideri di questa dimenticata regione, la Società non cessò di tener viva l'agitazione, sia promuovendo pubblici comizi, sia partecipandovi.  Con vibrati ordini del giorno ha fatto e fa tuttora sentire la sua voce al Governo, per vedere mia buona volta compiuta una linea ferroviaria, che fa sperare nel miglioramento industriale ed economico del nostro paese.

Nel 1884 la Società ebbe l'onore di vedersi premiata all'Esposizione Nazionale di Torino, alla quale mandò, a sue spese, due giovani operai, a scopo d' istruzione.  Nel 1905 venne giudicata meritevole della medaglia, d'argento all'Esposizione Marchigiana di Macerata e nel 1913 meritò la medaglia pure d'argento all'Esposizione di Milano.

Nel 1884 apriva nel suo seno una cassa di depositi e prestiti, che diede nei primi tempi ottimi risultati, e poi subì vicende non liete.

Nel 1897 la città nostra si trovò fatalmente priva dei suoi massimi istituti di credito: è la Società, che aveva i suoi modesti risparmi deposita li presso la!Cassa di Risparmio ebbe purtroppo a temere di perderli tutti o in parte.

Se non che, per la prudenza dei suoi amministratori il danno si limitò alla perdita dei soli interessi; poiché iniziate sollecitamente le pratiche per il suo riconoscimento giuridico ottenuto nel 1899, mercè l'opera assidua, solerte e disinteressata dell'Avv. Luigi Fulvi - potè acquistare, dalla Cassa di Risparmio, in cambio del suo credito, un fondo rustico di uguale valore. In appresso volendo che l'operaio e il piccolo commerciante non fossero privi dei benefici del credito, provvide ed aiutò l'istituzione della Banca Popolare Cooperativa, che tuttora funziona, con soddisfazione ed utilita del paese.

Non mancò mai di mantenere i vincoli di fratellanza con le Società consorelle facendosi, nei limiti del possibile, rappresentare nelle feste commemorative e nelle dimostrazioni patriottiche e in tutte le pubbliche manifestazioni d'alto interesse per la classe operaia e per la Nazione.

Volendo il Consiglio Direttivo attuale mantenere alto il prestigio della Società, ha deliberato di festeggiare, nel corrente mese, il 60° anno di vita, unendosi con l'altro benefico Istituto del paese l' «Asilo Infantile » che conta puro gli stessi anni di vita. Tale manifestazione riescirà, come tutte le altre, di piena soddisfazione dell'intera cittadinanza, poiché non è indetta con intento festaiolo, ma col proposito di stringere sempre più i vincoli di fratellanza tra i suoi soci ed elevare sempre più in allo le sue sante bandiere sotto le quali si alleviarono tante sventure.

Non meno attiva fu la Società nell'amministrare i suoi modesti capitali.  Per dimostrare ciò sarebbe necessario allegare alcuni prospetti, ma per brevità mi limito ad accennare soltanto il numero dei soci, l'entrata e d'uscita di ciascun anno dalla fondazione al 31 Dicembre 1920, cenni che valgono a dimostrare lo sviluppo del Sodalizio:

  

SOCI ENTRATA USCITA
146 308,64 165
132 553,27 223,65
233 840,67 518,07
308 3172,61 1622,28
421 4595,52 2766,56
472 3526,9 2086,62
492 3791,79 2457,74
498 3 187,95 2616,2
480 4109,99 2968 85
446 4304,5 3201,81
397 3631,89 2766,96
408 3200,39 30S8.63
365 3024,77 3050,88
333 2989,67 3211,29
353 3518.97 2982,59
397 4195,1 3575,06
414 3268,14 3122,51
433 3389,56 2780,72
445 5110,02 3510,49
447 4159,14 3934,58
460 4526,87 3811,18
460 4521.68 3935,08
463 4875.13 4657,28
480 4699,38 3787,13
498 5026.90 2591,01
495 5505,21 3388,17
513 5240,03 4085,56
406 5951,08 3673,94
197 5029,11 5637,12
513 5179.37 6999,02
520 5028,81 4409,12
533 5269,13 6827,86
536 5278,69 5339,55
510 5271.68 4768,00:
550 5119,32 5111,88
539 5122,29 5557,43
516 5137,14 5628,73
511 4161,7 4730,89
531 4583,89 4867
491 5204,58 4997,99
458 4159,06 4240,95
458 3923,63 4588,73
501 4647,44 4461,24
476 4709,16 5563,42
450 4618,93 4719,24
463 4319,47 4066,81
404 4782,63 4243,42
401 4707,98 3074,78
432 4927,43 5267,96
483 5088,07 4491,13
441 4304,91 4282,95
457 4037,18 3000,7
450 4125,55 3827,49
149 5079,81 4240,38
492 4013,62 3145,9
492 4513 5435
431 4605,92 4457,11
424 5253,29 4300,59
388 3904,54 3595,8
397 8400.87 818,15
  219751,42 216450,70
  Patrimonio L. 24027,79

 

I soci sussidiati per malattie ordinane furono in tutto 5419.  Le pensioni di perpetua inabilità a proficuo lavoro incominciarono nel 1876 o furono beneficati soci 197.  Altri sussidi furono elargiti per cronicità e per altre ragioni.

II numero dei soci si mantiene quasi stazionario, senza grande squilibrio, mentre quello delle socie va sempre decrescendo, il che importa un gravame sempre maggiore alla Società dovendo essa sostenere, con le poche rimaste inscritte, gl'impegni ai quali dà diritto lo Statuto.  I contributi settimanali pagati dai soci variarono secondo l'esigenze dei tempi. Da L. 0,10, si passò, a L. 0,14, poi a L. 0,15, quindi a L. 0,20 e finalmente a L. 0,50.  In relazione ai contributi furono elevati i sussidi tanto che da L. 0,75, si andò a L. 1,00 poi e L. 1,50 ed ora il socio malato percepisce L. 4 il giorno.

L'esigenze dei tempi consigliarono l'ultimo elevamento proposto dal Consiglio d'amm.ne e avvalorato da' molti soci e più specialmente dal socio Federico Micheli, il quale richiedeva che, dato il prezzo enorme della vita, fosse elevato il contributo e il sussidio fosse portato anche a maggior altezza.  E qui è bene notare che poche sono le Società di M. S. .che in proporzione del contributo diano un sussidio elevato come il nostro.

Innanzi di chiudere ritengo doveroso rammentare che vi furono cittadini, i quali con generose oblazioni si resero benemeriti verso il nostro Sodalizio.

Primo fra questi fu Felice Coen, che nell'atto della fondazione destinò L. 500 a beneficio della Società.  Altre somme elargirono: il Municipio, le famiglie Castracane, Coen, Rondini, Petrangolini, F.lli Falasconi, F.lli Alitti, Luigi Sabattini, famiglia Fonti ed altri.

Quest'istituzione, ch'ebbe a capo Ciro Fumeri, Vincenzo Romani, Giovanni Londei, Melchiorre Arduini e per trent'anni Aldo Albini, nata sotto felici auspici, ebbe nei suoi sessant'anni di vita le simpatie di tutta la cittadinanza, perchè tenne alto il suo decoro; non mancò mai di diffondere l'istruzione e l'educazione dell'operaio; assistette i soci in tutte le occasioni e sempre concorse al benessere generale della città a ciò dedicando tutta la sua energia.

La festa d'oggi valga a dare maggior incremento alla filantropica Istituzione, alla quale tutti possono appartenere, portando essa nella sua bandiera scritto : Pace, Lavoro, Mutuo Soccorso.

 

1 Settembre 1921

F. Terenzi

 

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