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Sono rimasto Per meno di tre quarti Di secolo Sopra la Terra: il Tempo Ho frodato o il Tempo Ha frodato me ? Nessuno potrà mai dire Se la mia Morte Ha ubbidito al Tempo Decretato dalla Sorte O se mi ha preso Prima del Tempo !
(da L'anima e il vento, Pag. 28)
Povera Vita mia Ti ho sempre messa a rischio Ed ora me ne infischio Del male che mi hai dato!
(da L'anima e il vento, pag. 29)
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Biografia e Poesie Autobiografiche
Ca' Risciolo(*) |
Io son chi sono! Un abito d'occasione, Slavato, malandato, Ma adatto al momento: Sono un portento !
Sono il fiore di campo, Margherita che invita A strapparle le foglie, Indagarne la vita.
Sono il fiore più rosso Delle contese accese; Sono il fiore più bianco Delle più caste attese. ................................... Fo leva a chi nel corpo D'ebbrezza ribolle; Per me chiedo solo L'ebbrezza più folle, Più grave e molesta Di un dolore che resta. ................................... Non rientro nell'albo Dei nati, a ragione Mi domandate conto Della mia apparizione. Io son chi sono! Non vi chiedo perdono
(da L'anima e il vento, pag. 110)
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Biografia
EGIDIO MENGACCI (Urbino 1925 - 2000), dopo aver partecipato attivamente alla Resistenza si laureò in Giurisprudenza ed entrò all'Università di Urbino nella carriera amministrativa. Cattolico profondamente credente, anche se del tutto a modo suo, è stato un elemento vivace nella vita culturale della sua città dove negli anni '50 creò la "Galleria dell'Aquilone", sotto i portici del corso Garibaldi. Qui per molti anni coordinò piccole, ma significative mostre di importanza regionale e a volte nazionale, stampò dei libri, organizzo discussioni, presentò autori. Come poeta in proprio ha pubblicato nel 1959 la prima raccolta di poesie, Le carte (Urbino), con la presentazione di Carlo Bo che qui si riproduce, libro ripubblicato a Foggia nel 1983, poi Acquasantiera e altre poesie (Lugano 1978), nel 1994 ha riunito tutte le poesie dal 1947 al 1994 nel volume L'anima e il vento (Grottammare). Nel 1978 invece uscì a Urbino un libretto di prose, Flamimo. La storia di un pugnale, in cui chi conosceva Egidio Mengacci, intravede tratti del suo carattere del tutto particolare, simpatico e allo stesso tempo indomabile.
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