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CINEMA e TEATRO DUCALE -  Foto Inaugurazione

 

Dal Teatro dei Pascolini alla Sala Feltria

 

Gli accademici si impegnarono di persona, diventando, almeno nei primi decenni, attori e ballerini essi stessi, e successivamente organizzarono spettacoli mantenendo i contatti con impresari di buona fama e maestri di musica, provvedendo sempre a tenere in ordine il loro teatro, mediante un articolato sistema di ruoli e regolamenti e procedure burocratiche rigorose.

Il teatro assunse una certa importanza in ambito regionale, ma ebbe il privilegio di avere alcuni ospiti illustri: il giovane Giacomo III Stuart nel 1717 e nel 1718, e la regina d’Inghilterra, Carolina di Brunswick, moglie di Giorgio Principe Reggente del Galles, nel maggio 1818. Ma come si legano i destini di quell’antico teatro alla storia del cinematografo a Urbino?

L’Accademia dei Pascolini, dopo la demolizione del teatro, consapevoli della imminente fine del loro sodalizio, decisero di continuare a dare un servizio utile alla cittadinanza e, allo stesso tempo, di mantenere viva la memoria storica di un esercizio culturale di quasi tre secoli: i nobili propositi si realizzarono solo in parte e per un tempo piuttosto breve.

Fu così che il contante rimasto in cassa all'Accademia, 1354.36 Lire, venne devoluto a favore della Società di Mutuo Soccorso fra gli artieri ed operai in Urbino, che dalla fine del 1900 aveva in progetto l’acquisto di un locale per dare spettacoli pubblici popolari, locale che fu concesso dal Comune solo nel 1906. Contemporaneamente si sciolse l’antico sodalizio.

Lo spazio designato era l’ex refettorio del convento di San Francesco, allora occupato dal Sig. Andrea Amantini, che vi aveva una “ferrareccia”, ossia la Cooperativa dei Fabbri, corrispondente all’attuale Ufficio delle Poste in via Bramante.

La condizione imposta dagli accademici, peraltro accettata senza difficoltà, per la donazione del denaro, era che la nuova sala fosse denominata Sala Pascolini, a ricordo della gloriosa attività teatrale. I lavori di ristrutturazione per realizzare una sala teatrale per spettacoli e “ricreatorio” vennero eseguiti dal 9 marzo al 9 giugno 1907. Tra il febbraio e l’aprile del 1909 gli impianti dell’acqua corrente ed elettrico erano già stati installati, e comparve la denominazione aggiornata di Cinema-Teatro Pascolini.

Il nome della antica istituzione scompare definitivamente, con grande sdegno degli ultimi ex accademici, 1’11 novembre 1927, quando il Podestà di Urbino» Augusto Del Vecchio, deliberò dì mutare il nome in Sala Feltria, in quanto ritenne opportuno “dare al locale una più significativa denominazione, la quale ricordi la terra feltresca così piena dì alte e gloriose tradizioni d’arte”.

Carlo Inzerillo

 

 

 

Frontespizio dello Statuto

dell'Accademia dei Nobili Foscolini

 

 

 

PALAZZO DUCALE - Piano Cortile

1- Teatro

2a- Ingresso

2b- Altro possibile ingresso

3- Vestibolo

4- Ingresso alla Platea e ai Palchi dal lato dell'Emiciclo

5- Stanza di servizio del Palcoscenico ove operavano i Direttori del Palco

6- Corridoio d'ingresso alle stanze di servizio

7- Stanza di servizio degli attori

8- Serie di camerini

9- Sala della pallacorda

 

Pianta emiciclo per il sorteggio palchi

 

REGNO d’ITALIA

COMUNE DELLA CITTA DI URBINO

AVVISO D’ASTA

 per l’appalto della vendita del materiale in legno
ed in ferro costituente
il Teatro vecchio dei Nobili Pascolini di Urbino nell’ex palazzo ducale.

 

Il sottoscritto rende noto che alle ore 41 (undici) antimeridiane di martedì 29 (ventinove) stante mese ed anno si procederà nell’Aula maggiore di questa residenza municipale avanti il sottoscritto Presidente, o un suo Delegato, al pubblico incanto col metodo della candela vergine per deliberare l’appallo di che sopra sotto l’osservanza delle norme prescritte dal Regolamento 4 settembre 1870 N. 5852, salvo le infradicende eccezioni consigliate dall’ urgenza della demolizione del Teatro suddetto.

Avverte a norma degli interessati, che l’asta verrà aperta sulla somma di Lire Cinquecentoventisette e Cent. Cinque (L. 527, 05), così risultante dalla Perizia estimativa redatta dall’ Ingegnere sig. A. Ceccaroli di Urbino sotto la data del 24 novembre 1884 debitamente accettata dal sottoscritto Presidente insieme al Capitolato d’oneri, quali due documenti faranno parte integrante del contratto.

La prima offerta in aumento all’anzidetta somma non potrà essere minore di L. 5 e le altre di L. 4 ognuna. Quand’anche uno solo sia il concorrente all’asta, questa avrà egualmente luogo, e perciò seguirà lo stesso l’aggiudicazione dell’appalto verso di lui, purché l’offerta non sia inferiore a quella dianzi accennata.

 

— Per essere ammesso all’ asta, ogni aspirante dovrà depositare la somma di L. 80 da servire per le relative spese d’incanto e di contratto e per ogni altra analoga, le quali tutte rimangono a carico esclusivo del Deliberatario, cui — a liquidazione compiuta — sarà restituito il di più che fosse per avanzare.

Dovrà eziandio il Deliberatario uniformarsi alle altre condizioni tutte stabilite nel suddetto Capitolato d’oneri e nella Perizia estimativa, fra le quali condizioni si ricorda più specialmente quella di presentare una dichiarazione scritta di persona notoriamente solvibile, la quale garantisca la completa osservanza per parte del deliberatario degli obblighi eh’ egli andrà ad assumere in virtù dell’ aggiudicazione definitiva dell’ appalto.

In riguardo alla già mentovata urgenza, l’incanto sarà uno solo; non potendosi perciò far luogo al secondo esperimento per la miglioria del ventesimo, l’aggiudicazione sarà definitiva, e la medesima sarà irrevocabilmente decretata verso il miglior oblatore.

La Perizia estimativa e il Capitolato d’oneri rimangono fin da oggi ostensibili a chiunque in questa Segreteria Comunale dalle ore 10 antimeridiane alle 4 pomeridiane di ogni giorno.

Urbino li 26 novembre 4884.

IL PRESIDENTE

F. VIVIANI