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Francesco Saverio Gianotti

Urbinate residente a perugia

 

LA  FAMEJA
 

El mi' fratell gemell, LINDO
 

El mi' fratell ha lasciat scritt (Genova, 1990) che ma lˇ, burdlin inventor de bravat "per imparare a vincere la paura, la su' nonna, ch'era anca la mia, 'i ha dett: "Non devi mai cercare il pericolo, bimbo.  Per essere coraggioso devi soltanto aspettarlo e stringere i denti quando arriva" ....

"La giovinezza me l'hanno rubata : a vent'anni ho fatto la guerra. Tra i miei soldati ero io il pi¨ giovane".

"... A vent'anni ho avuto paura di morire, di giorno, di notte, all'alba e al tramonto.  A vent'anni ho imparato a chiedere a Dio di darti una mano quando non sai pi¨ cosa fare.

"...  fýnito il tempo degli aquiloni, finito il tempo delle speranze ansiose, finito il tempo della fatica quotidiana; ricuciti gli squarci, messi in un fagotto i pochi rimpianti ed in un sacco enorme i bei ricordi, circondato d'affetto, vivo, ormai, l'ultima etÓ.
"... Di tanto in tanto, ad occhi chiusi, vedo la mia traiettoria che si avvicina sempre di pi¨ all'inevitabile
Impatto e ... non ho paura. Ho sempre diviso tutto con i miei soldati, anche la paura". (Sauze d'Oulx, 2001). Vorrei che la morte non mi ghermisse. Vorrei poterla riconoscere e guardarla avvicinarsi senza troppa paura (Sauze d'Oulx,2001)".

Mio fratello Franco mi Ŕ di consolasion e forsa 'sta sintesi acuta chiara affettuosa com la su' cosciensa, com i su' impuls, com la su' rasionalitÓ. A Franco sono sempre stato legato da un indistruttibile amore contro il quale si sono, ripetutamente, infrante diversitÓ di ideali e divergenze di opinioni.  Siamo nati insieme ma la vita ci ha separati molto presto, ancora ragazzi: il 16 marzo 1942.  Abbiamo percorso strade diverse con pochi giorni e poche cose in comune.  Ma siamo rimasti sempre "gemelli" perchÚ il dolore o la felicitÓ dell'uno erano sempre tormento o gioia per l'altro. Resteremo uniti anche nel regno di Dio". (Sauze d'Oulx,2001)".

 

Anca Lindo gýramond, "irragionevole zingaro" com i diceva la prima innamorata, "generale dell'Esercito", aveva nel su' angol segret la nostra cittÓ natal:

 

URBINO

di  Lindo Gianotti (Iscia Baidoa, 1955)

 

"Dolci colline

degradanti al mare,

alberi e rovi

arruffati dal vento,

cinta di mura

adorna di torrioni,

voli stridenti

di rondini e rondoni

tra le due torri

proiettate in cielo:

 

 

il mio paese dorme

in una culla antica.

Della tua aristocratica bellezza,

del tuo fascino arcano,

della tua gente gentile,

Urbino mia,

della tua malinconica quiete

immobile, di pietra,

io, nato randagio,

non ho saputo

restare prigioniero".

 

BAB e MAMA

M░ Vincenzo Gianotti, vissuto in Urbino dal 1899 al 1959. Quando non impegnato in guerra Ŕ stato un ottimo insegnante elementare, che si distingueva dai burberi e maneschi colleghi per una bonaria umanitÓ. Ha educato molti urbinati che ancora lo ricordano con stima.

Mio padre

 

Ma mi' padre, esonerabil,

"figlio unico di madre vedova",

'i hann fatt fŔ

da soldat e da ufficial

du guerr mondial.

S'era fiol "normal", invec,

quant'era la su' part?

e de che spec?

Giuseppina Mancini in Gianotti

 Maestra Elementare validissima Ŕ stata insignita della Medaglia D'Oro per alti meriti didattici, come giÓ lo fu sua madre.  Molti ancora la ricordano anche per le sue innumerevoli lezioni private a studenti delle superiori soprattutto per la preparazione degli esami di maturitÓ classica e magistrale.

(Foto a 60 anni)

 

A MIA MADRE

L' INSALATA  DE CAMPAGNA

 

 Antichissim natural sostentament

dl'urbana pora gent,

dla pleb campagnola

di casant sciaganitt,

de quei dett' invurnitt

boni sol a fŔ la lagna,

de chi atre derelitt

"sensa manch occhi per piagna".

 

En se comprava,

era don, era baratt.

Spess insiem se magnava

e 'na festa scatenava.

 

La semin' el vent;

l'acqua piovana n'evita l'arsura.

C'Ŕ chi cred sia ver

che mai cresc ti cimiter.

 

Sˇ e giˇ per le collin

ogni pass Ŕ faticos,

mai sprecat, mai fastidios.

En se cerc' a ravaston;

sa 'n tantm d'attension

se va dritt dov se trova.

 

En se spreca nient

manch un inchin,

'na goccia de sudor

un brividin.

Quell che per un Ŕ tropp

se baratta sa chi n' ha poch

o en l'ha per gnent.

 

 

 

Tollerati da calcun

i capper dle mura cittadin.

Per tutti grav profanasion

aj cpoýla pendulin pevr˛n

el perfid cidr˛n.

Cassimperi Ŕ condiment

da sempre semplic e potent;

cambiÓ Ŕ profanasion,

Ŕ tradiment.

 

La secolar misticansa

ogg en Ŕ quella de ieri;

en sarÓ quella de dman.

Snellisc el corp,

sveja la ment, rinforsa i sentiment.

Costring ad agobass

per ringrasiÓ la terra.

Obbliga a stŔ ritt

per arposass, tirŔ 'l fiat

e speransa ricercÓ

tla celest immensitÓ.

 

Caccialepre grugn rapastell ...

en tante le piantin, le foj, le radichett

 

 Costring ad agobass

per ringrasiÓ la terra.

Obbliga a stŔ ritt

per arposass, tirŔ 'l fiat

e speransa ricercÓ

tla celest immensitÓ.

 

Caccialepre grugn rapastell ...

en tante le piantin, le foj, le radichett

E' simbol cultural:

da 'na gluppa feltresca

a ricord raccont sentiment

per 'n infinitÓ de gent

in tutti continent.

Amalgama opinion,

pacifica le ment,

diffond el presios convinciment.

"fa ben l'insalata de campagna

anca ma quell ch'en la magna".