LUTTO PER GENERAZIONI DI URBINATI

 Addio al dottor Antenore Guidi

Poco prima di morire salvò un bimbo

 Il RESTO DEL CARLINO -  11   /  11   / 2010

 

NON CE L'HA fatta più a resistere alla malattia che lo stava lentamente distruggendo da alcuni anni. Il dottor Antenore Guidi si è spento l'altro ieri, 10 novembre 2010, intorno alle ore 23 in ospedale lasciando un vuoto incolmabile nella sua famiglia e nel cuore di tutta la città. Medico chirurgo, specialista in medicina generale e pediatria, ha curato intere generazioni di urbinati, tra cui anche Carlo Bo, di cui era amico e medico personale. E' stato amatissimo da tutti per la sua professionalità e inconfondibile umanità. Nato nel 1929 a Urbino, dopo la laurea in Medicina a Bologna non ha mai abbandonato la sua città natale dedicandosi anima e corpo alla cura di adulti ma soprattutto di bambini, che sono stati da sempre la sua passione.

HA CONTRIBUITO alla nascita e alla crescita del reparto di Pediatria dell'Ospedale di Urbino, di cui è stato primario per più di vent'anni dalla fondazione fino al suo pensionamento nel 1996 a 67 anni. All'impegno ospedaliero ha sempre affiancato l'attività ambulatoriale che ha svolto prima in via Mazzini poi nella sua abitazione a Ca' Paciotto, rendendosi sempre disponibile anche per visite a domicilio. Ha continuato a ricevere pazienti nel suo ambulatorio anche dopo la pensione e dopo aver scoperto di essere malato, fino a quando le forze glielo hanno permesso. L'ultimo "miracolo" del dottor Guidi risale ad appena qualche giorno fa come racconta Miriam Borioni, l'infermiera che lo ha affiancato in ospedale per vent'anni: «Nonostante la sofferenza degli ultimi giorni, ha salvato la vita a un neonato sollecitando il ricovero immediato in ospedale. Aveva capito che la tosse persistente del piccolo era causata dalla clavicola rotta durante il parto che stava comprimendo un polmone. Accanto alla bara oggi (ieri, ndr- c'era un mazzolino di fiori bianco con scritto "Grazie"». La figlia Claudia Guidi ne ricorda l'aspetto più umano e il legame con la città: «Si ricordava il nome di ogni paziente, ha dedicato a tutti la stessa attenzione senza mai fare distinzioni e fino alla fine è stato attento a chi aveva di fronte. Era molto interessato e attivo nella vita cittadina, si è impegnato nel Psi ed è stato uno dei primi membri del Rotary. A Urbino ha costruito amicizie storiche che lo hanno sostenuto fino alla fine e durante il ricovero il personale ospedaliero gli è stato molto vicino». E' stato un esempio anche per molti medici urbinati. Nazzareno Filomeni, primario di Pediatria, suo amico e collega, lo definisce come «un maestro per la sua professionalità, fiuto scientifico, dedizione al lavoro e rispetto verso i pazienti». I funerali oggi alle 14,30 in Duomo.

valentina. biccchiarelli