S. CRESCENTINO PATRONO DELL'ARCIDIOCESI
URBINO - La festa di San Crescentino cade il
primo giugno. Una festa che tutti gli urbinati sentono in modo particolare, come
dimostra
l'alta partecipazione alla processione che si snoda nel centro storico della
città. Quest'anno l'Arcidiocesi di Urbino, Urbania e Sant'Angelo in Vado con
l'Accademia Raffaello fanno precedere alla ricorrenza, un evento culturale di
notevole spessore. La presentazione del libro (il 25 maggio alle 17.30) "San
Crescenziano di Città di Castello: storia e culto di un Martire dalle origini
all'età moderna". In una sede prestigiosa: la casa natale di Raffaello. Il
libro, curato da Andrea Czortek e Pierluigi Licciardello, raccoglie gli Atti del
Convegno tenutosi a Città di Castello il 26 e 27 settembre 2003. Ripercorre la
via della cristianizzazione nell'Alta Valle del Tevere, al tempo della decadenza
dell'Impero Romano. Ed il ruolo dei Martiri, tra i quali San Crescenziano (o
Crescentino). Partendo dalla nuova distrettuazione amministrativa fino
all'affermazione e diffusione del culto di questo Martire che, con il vescovo
Mainardo (1058) approda in Urbino. Con i curatori del volume, il libro sarà
presentato dall'Accademico prof. Sergio Pretelli, dell'Università degli Studi
"Carlo Bo".
(Foto: S. Crescenziano uccide il drago - Marco Benefial 1747-49 - Presbiterio del Duomo di Città di Castello)
Nel Duomo di Città di Castello
Città di Castello insieme ad Urbino condivide il culto e la protezione del martire Crescentino. Evangelizzatore insieme con altri compagni dell'alta valle del Tevere ed in particolare dell'antica Thifernum Tiberinum, secondo la "Passio" subì il martirio sotto l'imperatore Diocleziano presso la Pieve dei Saddi ad una distanza di circa 20 chilometri da Città di Castello. Numerose sono in questa città e nel territorio della sua Diocesi le testimonianze iconografiche
sul martire che 1 tiiernati chiamano Crescen-ziano" e che celebrano il 2 giugno. Sentita è ancor oggi dalla devozione popolare la memoria del Santo che si manifesta con la partecipazione alla liturgia nel giorno della festa e nella richiesta di "fare il cerchiello'cioè di ricevere sul capo la reliquia di una parte del cranio per essere liberati da mal di testa. A Pieve dei Saddi, come nel santuario mariano del Belvedere, così nella chiesa della Madonna del Buon Consiglio e nell'Oratorio di Morra sono visibili le testimonianze pittoriche che celebrano il martire Crescentino. Ma è soprattutto la bella e imponente cattedrale tifernate che ne custodisce la memoria. In essa se ne invoca la protezione insieme a tutti gli altri santi martiri, confessori, pastori, laici, religiosi e religiose di cui è ricca la Chiesa di Città di Castello, che mostra una particolare venerazione per il suo apostolo, dal quale è stata fecondata con il seme del Vangelo ed irrorata dal sangue del suo martirio.
Nella rinascimentale basilica cattedrale possiamo scorgere un vero e proprio itinerario iconografico su san Crescentino che ne descrive le fasi salienti della vita, come la "Passioni ha tramandato.
Fabio Bricca
da: Il nuovo amico del 20 maggio 2006