Ettore Pierleoni

urbinate dal 1912 al  2008

degno erede dei grandi Artisti-Artigiani del Rinascimento

ha onorato la sua Città con capolavori  di alta ebanisteria  educando molti  giovani  in questa difficile arte  con  grande maestria e infinita passione

 

Caro nonno, hai dedicato la vita al legno che grazie alla tua spiccata manualità e creatività hai saputo trattare nei modi più diversi ed esaltanti.

Novantasei anni di cui circa 68 passati con gli attrezzi del mestiere in mano; non per vana gloria sei stato definito il più importante dei maestri dell'arte del legno del '900 urbinate.

Caro nonno ti porti dietro una lunga carriera come intarsiatore e non dobbiamo, non vogliamo, non possiamo dimenticarlo perché avere un nonno così è raro.

Da giovane infatti hai iniziato con la famosa ditta Paolucci di Urbino il tuo apprendistato, ditta che fino agli anni '30 è stata l'azienda di maggior prestigio nella costruzione di mobili antichi, collaborando nel 1928 alla realizzazione della sala dei Capitani Reggenti di S.Marino.

Esperienza dopo esperienza hai affinato la tue qualità, affascinato dalle bellezze del passato, sei stato assunto nel 1946, all'età di 34 anni, come insegnante d'arte applicata presso l'Istituto di Belle Arti di Urbino divenendo maestro d'arte di ebanisteria per l'intaglio e la tarsìa.

Hai trasmesso ai tuoi allievi (e molti ancora lo ricordano) con tutta la tua modestia ed umiltà le tue particolari doti e capacità, nonché il tuo entusiasmo ed impegno per il lavoro.

Mi piace ricordare alcuni tuoi lavori: la commissione che il marchese Cavalcabò ti assegnò quando decise di ricreare l'ambiente rinascimentale nel castello di Dobbiaco, la ricostruzione del coro di Santa Chiara di Urbino, la ricostruzione del coro ligneo di noce per l'abside della Chiesa di San Francesco di Ancona e tutti i tuoi mobili sparsi per l'Italia fino a Milano, nonché la costruzione di alcuni violini, perfettamente accordati, anch'essi sparsi in ogni dove.

In occasione della venuta ad Urbino del dottor Albert Sabin, scopritore del vaccino antipoliomielite, gli hai donato, in virtù di questa importante scoperta un cofanetto in noce interamente intagliato che è stato molto apprezzato.

Sei andato in pensione nel 1976 continuando a lavorare fino all'età di 84 anni

E' vivo in me il ricordo di quando lavoravi nella bottega di Via Quattro venti, in particolare quando hai riprodotto, in modo estremamente fedele, una parte dello studiolo del Duca Federico nelle ante di un armadio: qualcuno ha scritto: "se non fosse per la sua firma si direbbe che si tratti, dell'originale".

Ero affascinato dal tuo mestiere, instancabile, disponibile con tutti, onesto, pronto ad esaudire ogni richiesta, di carattere schivo, riservato non volevi essere per nessun motivo disturbato, ricordo il tempo di darti un bacio e subito ti rimettevi al lavoro. Un giorno ti dissi: "nonno m'insegni, voglio fare anche io il tuo lavoro da grande!" Tu mi hai risposto di no perché si faticava tanto e si guadagnava poco. Crescendo ho capito il senso delle tue parole, ho capito infatti che il tuo non era un lavoro ma una grande passione e che ogni cosa nella vita va fatta con tanta passione, amore come facevi tu.

Caro nonno, avevi 77 anni ed io 13 e lavorando solo sei mesi per nove ore al giorno hai creato il tuo più bel capolavoro, qualcuno scherzando ha detto: "se ti vedesse il Duca Federico ti incaricherebbe di costruire un altro studiolo".

A Palazzo Ducale i custodi non osavano più dirti dove andavi, tanto più se avevi il biglietto, tu partivi a piedi da casa per osservare anche un solo particolare di cui non eri sicuro, osservavi, facevi il tuo schizzo e rientravi col tuo passo veloce verso casa per eseguirlo nella tua bottega.

La tua tecnica nella costruzione e le tue capacità decorative hanno fatto di te, sempre più un artigiano-artista di grande elevatura ed il Rotary Club di Urbino nel 1984 ti ha espresso un pubblico riconoscimento.

Caro nonno non avresti mai voluto una presentazione così dettagliata e pubblica, lo so, scusami, ma l'ho fatto per l'amore e la stima che ho avuto, ho ed avrò nei tuoi confronti.

tuo nipote Fabio