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Il nostro tempo comune
L’unica cosa che sto riuscendo a fare con una certa continuità in queste lunghe giornate scandite dai rintocchi incessanti e implacabili del sonno-risveglio-poppata, è leggere i miei libri. Flebile brezza ristoratrice per la mia mente essiccata, lento sgocciolare di linfa vitale per il mio cuore, assetato di stimoli. E’ diventato quasi maniacale il mio tentativo di strappare al vortice del neonato minuti da dedicare soltanto a me e il nostro tempo comune con Marcello sembra essere cancellato, travolto dall’egoismo inconsapevole del piccolo e dal nuovo egoismo germogliato improvvisamente dentro di noi, che ci fa bramare un quarto d’ora di assoluta e inviolabile solitudine. Il nostro tempo comune è stato travolto da questa tempesta di pianti e nenie, passeggiate forzate, canti inventati, carillon e biberon. Il nostro tempo comune è un ricordo sbiadito, come una vecchia fotografia nella quale si fa fatica a riconoscersi. Una fitta di malinconia per ciò che sembra perduto e per quello che ancora non riesce ad affermarsi come nuovo e definitivo. La sensazione di perdita è ancora molto forte e dolorosa rispetto a quella di novità ed arricchimento. Forse perché ciò che si è perduto è noto rispetto all’indefinito e misterioso bagaglio che si è guadagnato. Il nostro tempo comune appare irraggiungibile e la consapevolezza di irreversibile scomparsa provoca terribili scosse. Fuggire per la campagna con lo scooter, vagabondare senza meta per la città in una tersa giornata invernale, assaporare un aperitivo leggendo i giornali del sabato mattina, sprofondare nelle pagine di un libro, scambiandosi una carezza, viaggiare per l’Italia e per il mondo con il solo bagaglio della nostra curiosità, lasciando a casa tutto il resto. Tutto questo e molto altro sembra irrimediabilmente perduto, ma forse è soltanto sospeso, lasciato in un angolo della nostra esistenza a riposare, a decantare, così che possa consolidarsi e acquistare un nuovo e più prezioso significato, assumendo il sapore e il profumo delle cose rare, uniche, da non disperdere ed abbrutire con l’indifferenza, la noia, addirittura il disprezzo. Il nostro tempo comune è diventato una risorsa a rischio di estinzione; ha bisogno di protezione e attenzione; non possiamo più permetterci di disperderlo nel flusso dell’abitudine che travolge e spegne per sempre ogni scintilla di desiderio e novità. Il nostro tempo comune è la culla delle nostre emozioni più intense, è la fonte di tutte le energie di cui ha bisogno il nostro piccolo figlio.
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