Sardegna

 

Era dall’agosto 1996 che non tornavo in Sardegna. Il mare, i profumi, i colori sono rimasti intatti; a cambiare è stato lo scenario della mia vita. Non sono più la giovane donna agli albori di una storia d’amore che si stava lentamente insinuando nelle mie giornate e nei miei pensieri, provocando sussulti e scollamenti all’impalcatura della mia vita da single, dove gli unici riferimenti apparivano le amicizie, i viaggi estivi, le serate decise all’ultimo momento, la mia piccola casa di 50 metri quadri dove avevo imparato a costruire la mia indipendenza e la mia solitudine.

Oggi sono tornata a questo mare affascinante e avvolgente, indossando i panni di madre e di moglie. La giovane storia d’amore si è trasformata in matrimonio; la mia indipendenza e la mia solitudine hanno lasciato il campo all’incessante e costante impegno che la tua presenza impone.

Con i tuoi 14 mesi ancora da compiere, hai effettuato il tuo primo viaggio in mare, a bordo di una nave veloce che in quattro ore e mezza ci ha trasferiti al di là delle coste tirreniche, solcando acque calme e azzurre, sotto un sole intenso e rassicurante, perché l’estate, quando prende il sopravvento, non lascia spazio a nuvole e ombre.

Ero arrivata alla data della partenza accumulando una discreta dose di ansia, intimorita dalle possibili evoluzioni di questa vacanza, voluta proprio per mettere alla prova le nostre capacità di convivenza in un ambiente estraneo, lontano dai rassicuranti riferimenti di abitudini ormai consolidate tra le mura romane e quelle del Circeo.

Ma tu ti sei comportato benissimo, quasi avessi percepito le mie preoccupazioni e avessi voluto tranquillizzarmi con il tuo comportamento impeccabile, da viaggiatore incallito. Hai perso un po’ il controllo soltanto nella seconda fase del trasferimento, quando una volta approdati nei pressi di Olbia, abbiamo dovuto attraversare tutta la Sardegna per giungere alla nostra destinazione finale, a Torre Chia. Durante le quattro ore di viaggio, lungo strade assolate e desolate, a bordo della nostra automobile stracolma di bagagli e suppellettili, sei stato irrequieto, per non dire insopportabile; hai faticato ad addormentarti, regalandoci soltanto un’ora di pace e silenzio.

Quasi al tramonto, tutti un po’ stanchi e accaldati, siamo giunti a destinazione e le fasi di insediamento nella nostra piccola villetta in muratura sono state le più difficoltose. Tu avevi perso completamente la pazienza, stanco ed affamato; noi, alquanto provati, dovevamo comunque scaricare i bagagli ed approntare la logistica di sopravvivenza. La giornata si è conclusa faticosamente, tra le tue urla impazienti e la nostra muta rassegnazione al peggio.

La notte è trascorsa al meglio delle nostre aspettative, non ti sei svegliato mai, probabilmente distrutto dalla stanchezza di un’intera giornata di viaggio e di mattino ci siamo alzati ritemprati e ottimisti sul futuro che ci stava aspettando fuori della porta.

Di là dalla piccola boscaglia, abbiamo scoperto una spiaggia in gran parte di sassi dove è subito apparso impossibile lasciarti seduto senza controllo, attratto, come continui ad essere, da tutto ciò che puoi mettere in bocca. Finché hai assaporato manate di sabbia non ci siamo preoccupati più di tanto, ma i sassi no, non potevamo assistere indifferenti ai tuoi fulminei tentativi di ingoiarteli come fossero caramelle. Dopo i primi momenti di sincero smarrimento, di fronte all’improvvisa prospettiva di trascorrere un’intera settimana a tenerti costantemente in piedi, lontano dal sasso malefico, mi sono accorta che 50 metri più avanti esisteva un tratto di spiaggia miracolosamente sabbiosa.

L’immagine terribile di una vacanza distrutta ha lasciato immediatamente spazio a quella di momenti di rilassamento dove uno di noi si sarebbe potuto concedere qualche minuto di lettura, addirittura una nuotata nell’acqua cristallina, mentre l’altro si sarebbe dedicato al tuo controllo.

Per il resto, abbiamo rapidamente stabilito i nostri ritmi, riuscendo a ritagliarci, secondo una precisa e pacifica alternanza, qualche ora di mare assoluto, sdraiati sotto un sole rinfrescato da una brezza costante e da un’acqua limpida e gradevolissima, allietati dalle pagine di un libro, fedele compagno dei nostri momenti di solitudine.

Siamo tornati abbronzati e rilassati, orgogliosi di aver compiuto quest’importante passo verso una vacanza simile alla normalità, nonostante la tua giovanissima età e tutte le limitazioni che questo comporta.