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Il primo compleanno
Il sole si è finalmente impadronito del cielo, riservandoci giornate miti e luminose. Nulla a che vedere con il caldo anomalo e spropositato di un anno fa. Da allora è stata una continua ed incessante conquista, per te, ma anche per noi, giorno dopo giorno, fino ad arrivare alla data fatidica di oggi, 12 mesi più tardi, ed accorgersi che è trascorso un anno. La percezione del tempo che scorre è sempre una scoperta, ci coglie alla sprovvista, ci lascia attoniti e silenziosi a ripercorrere nella nostra mente le immagini e le esperienze salienti che si sono accumulate indisturbate e inconsapevoli fino al momento in cui esigono la giusta attenzione, l’inevitabile presa di coscienza. Ed eccoci oggi, tutti raccolti intorno al tavolo apparecchiato per l’occasione, davanti alla crostata di mele di nonna Angela decorata con una piccola candela rossa. Tu cerchi di afferrarla, incurante della fiammella accattivante, incurante soprattutto della motivazione di tanto chiasso e di tante persone che ti ruotano intorno. Noi cerchiamo di fermare con le nostre macchine fotografiche questi momenti, per poi riproporceli domani, malinconici e commossi, ricordando anche in quel frangente quanto tempo è ancora trascorso. I nonni al completo e la tata Gloria ti hanno festeggiato, ricoprendoti di baci e regali; molti altri hanno telefonato per partecipare a questo evento; io e tuo padre abbiamo assistito un po’ attoniti a tanto rumore, forse ci siamo ritrovati a riflettere, nei nostri silenziosi sorrisi, su quanta strada abbiamo percorso insieme con te, e su quanta ancora ce ne resta davanti, in questo viaggio sconosciuto, dove a dettare i ritmi e le pause sei soltanto tu. Questa giornata è ormai giunta al suo termine, tu stai dormendo nel lettino, diventato quasi stretto per le tue recenti evoluzioni notturne che ti fanno accartocciare tra le lenzuola, a pancia sotto, incastrato fra le sponde e con la testa dalla parte dei piedi. Sei ormai in grado di stare in piedi, anche se ancora non ti azzardi a muovere passi senza un solido appiglio. Non appena ti viene a mancare un dito o una mano, ti si stampa negli occhi un’esilarante espressione di panico, pronta a trasformarsi in un pianto disperato se per caso, dopo comici barcollamenti, finisci per terra. Stai crescendo rapidamente, la tua bocca si sta popolando di denti (circa sei), i capelli sono sempre più ricci, i tuoi vocalizzi, per quanto limitati alla parola mamma, cercano di perfezionarsi. Sei diventato più prepotente, complice il fatto che stando tutto il giorno con la tata, hai sempre a disposizione una persona che ti asseconda e ti intrattiene. Nel mangiare non mostri particolare interesse per le novità, rifiutando scientificamente tutto ciò che si allontani dalla pastina propinata in terribili minestroni tritati. Di fronte agli sconosciuti assumi un’aria terribilmente seria, pronta a sfociare in un pianto di rifiuto verso chi non ti ispira.
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