45° giorno

 

Hai compiuto un mese e mezzo e abbiamo festeggiato questo importante traguardo dal tuo amico pediatra. Lui ti chiama “ciccio” e non ha tutti i torti, visto che pesi cinque chili abbondanti e sei lungo 58 centimetri. Cresci come i cocomeri nei campi di Borgo Monte Nero, che in un mese sono già pronti per essere mangiati nelle calde serate estive.

Sei sano e forte, bello e abbronzato, susciti la sorpresa e i complimenti di tutti quelli che si fermano a sbirciare dentro la carrozzina. Ma sei una sanguisuga, mi stai succhiando tutte le energie ed anche la pazienza.

Di notte non riesci a dormire più di due ore di seguito; di giorno l’intervallo tra la veglia e il sonno si riduce sempre di più. Non riesci a stare tranquillo oltre cinque minuti, per non parlare di quando sei colto da vere e proprie crisi di isteria, nella attesa del pasto. Sei prepotente ed impaziente, in una parola insopportabile.

Nel frattempo io non riesco ancora a vedere la fine del tunnel in cui ero entrata con ben altre aspettative. Avevo sottovalutato l’impatto con la tua esistenza, ma tutti mi ripetono che è solo questione di tempo, poi un giorno mi ritroverò a rimpiangere questi momenti.

Ma si sa, noi umani riusciamo a vivere a mala pena il presente, senza avere alcuna pallida idea di come potrà essere il domani.