Il paesaggio, la natura entrano nella poesia di Germana Duca dentro una forma stilistica davvero conclusa dalla eleganza e dalla leggerezza. I suoni, le voci, i dialoghi sono tutti tesi alla realizzazione di un ‘concerto grosso’, vale a dire l’ampliamento di della stessa voce dialogante vicina al descrittivismo lirico di certe prose di Bartolini, quelle nelle quali si spegne l’enfasi polemica e affiora la natura interna di ordine e di struttura melica e melodiosa. Dato che un grande suo coetaneo, scrittore-critico, aveva implicitamente ammesso come condizione generale del romanzo italiano: Elio Vittorini. Si vuole qui intendere il “realismo lirico”.
Guido Garufi