... passi,spostamenti, movimenti tracciano un inestricabile groviglio di segni, riproducendo il proprio volto, il loro ritratto ...

... dal groviglio disordinato scelgo le linee ed i percorsi paralleli che avvolgono il volto in un labirinto razionale e che materializzo in rilievi di sabbia ...

... il logorio incancellabile degli anni, il reticolo delle rughe, le passioni dell'esistenza modellano i volti ...

 

La presente può considerarsi l'ideale continuazione della mostra "Ritratti" in Palazzo Trinci a Foligno; in quella rappresentavo i presunti ritratti delle donne degli artisti del secolo scorso, con questa gli artisti di quello stesso secolo che si è aperto con Picasso e chiuso con Gino De Dominicis entrambi presenti in questa rassegna in compagnia di Modigliani, De Chirico, Guttuso... ed altri idealizzati, pertanto non riconoscibili, che consumano insieme alla modella il segreto immutabile della vita e della morte.

 

Da tempo ho attuato il programma di esporre i ritratti degli artisti italiani dal XIII al XX secolo nelle città ove sono nati, ove hanno vissuto e operato e se possibile nelle case ove hanno abitato.

Desideravo ciò si realizzasse addirittura nella casa di Raffaello ad Urbino, dove egli è nato ed ha trascorso l'infanzia e la fanciullezza e dove ha rivelato precocemente al padre Giovanni Santi il suo genio.

Raffaello è l'incarnazione stessa della pittura ed esporre qui alcuni suoi ritratti con quelli dei maestri di cui è stato allievo, Perugino, Signorelli, Pinturicchio, era per me un evento di forte emozione. Nelle stanze che furono bottega di suo padre, dove il giovanissimo Raffaello apprese i primi rudimenti della sua arte, sulle pareti delle quali poggiarono preziose tavole e tele, avrei collocato i ritratti degli artisti che con Raffaello fanno la storia dell'arte.

Tutto ciò si realizza si ad Urbino, città natale di Raffaello, ma negli spazi di Palazzo Viviani sede dell'Accademia Raffaello; vi collocherò la rielaborazione del suo disegno del 1500 "Ritratto di se medesimo quando giovane" e di altri suoi autoritratti più noti, preceduti dai ritratti di Cimabue e Giotto, Masaccio ed Antonello, seguiti da quelli di artisti coevi: Lotto, Michelangelo, Mantegna, Leonardo e da quelli delle successive generazioni sino ai moderni: Segantini, Modigliani, Michetti ed ai (quasi) contemporanei De Chirico, Guttuso, Burri, De Dominicis.

Poiché Urbino ha per me una forte attrazione, il magnetismo di eccelsa città d'arte, mi esalta esporvi questa serie di ritratti, aggiungendo a questi il ritratto del Duca Federico Signore di Urbino ed artefice dello splendore della città.

La presente mostra coincide con l'attuale "Raffaello e Urbino" che si tiene nel Palazzo Ducale, gioiello architettonico della città e sede della Galleria Nazionale delle Marche dove sono ospitate opere magiche del divino Raffaello, di Piero della Francesca, di Paolo Uccello, di Luca Signorelli, di Tiziano ed altri di cui espongo i ritratti.