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Apprezzamento
di LUCIANO MARZIANO
Tarquinia,
23/02/2007
Caro Monaco
ho ricevuto il catalogo della Sua mostra,
allestita presso l’Accademia Raffaello di Urbino. Pur nella limitazione
conseguente alla non diretta visione delle opere -cosa che spero vi sia
occasione per rimediarvi - mi pare che emerga una precisa linea di un
percorso in fieri.
Le opere sono ben definite nella loro
struttura formale, ma ognuna presenta una concettualità, una sorta di
sotterraneo rinvio ad un oltre, ad una incoercibile istanza di superamento
che trova i suoi argini, i muri maestri nella costruzione della forma.
In questa prospettiva, da parte sua, è stato
utile presentare una serie di opere che esemplificano questo percorso. Dalle
prime quattro sculture, condotte all’insegna della rappresentazione a forte
impatto simbolico (“Fertilità”,“Amanti”,”Maternità”, “Abbraccio materno”) la
ricerca si espande e si approfondisce in quelle che sono le linee portanti
dell’opera, mettendo a nudo i valori linguistici, le sottili strutture della
materia, il rapporto-verifica del gioco dei vari materiali (“Alabastro” e
“Ceramica”), la ricerca della entità materia (“Alabastro”, “Pietra di Comiso”)
e di come ognuna di questi, agisca ai fini espressivi comunicativi. L’onice
della “Stele”, mette a nudo valori plastici densi e corposi, mentre la
“Vela” si esprime con ineffabilità quasi metafisica.
E’ un gioco di rapporti ispirativi della
materia e di assunzione nell’immaginario e dell’artista, che si fa tramite
di sensibilità, sonda di risonanza e strutture, agganciate, comunque, alla
grande tradizione della modernità, che si propone come parametro, orizzonte
legittimante. Silvia Cuppini, che ha espresso delle acute e lucide
considerazioni, fa riferimento a Moore; io aggiungerei anche Brancusi così
evidente in “Germoglio cosmico”, ma con in più o con un oltre di sensuosità,
di amorevolezza plastica evidente nella costruzione e nella valorizzazione
quasi pittorica della venature.
E’ una tendenza all’astrattizzazione, al fine
di cogliere le linee di forza di un processo dove, materia, ritmo,
interferenze luministiche, sviluppo spaziale, si amalgamano.
Queste sono le immediate considerazioni che
mi hanno suscitato le immagini della Sua mostra che spero di poter vedere
“de visu”.
Intanto si abbia cordiali saluti.
Luciano
Marziano
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