Salvatore Monaco: sculture alla Casa di Raffaello di Urbino

 

   Salvatore Monaco, già “allievo” a Urbino dei corsi internazionali di litografia negli anni dal 1968 al 1970, presenta nella città le sue opere dal 1996 al 2006, a cura di Silvia Cuppini, dal 23 dicembre 2006 al 7 gennaio 2007..

   Bronzi, terrecotte, legno-noce, alabastro e ceramica, terracotta ceramizzata, onice, pietra di Comiso (cità natale di Monaco, che  da una quindicina d’anni ha scelto di vivere a Fano): la materia in cui le sculture prendono forma restituendo la lezione presente nel Novecento italiano ed europeo sia scultoreo sia pittorico (per esempio là dove la sinuosità dei corpi e di alcuni nudi può far pensare a Greco), non venendo meno  ad una definizione della forma stessa in una figura non sfuggente neppure quando la torsione arriva al limite.

   Si può dire che tutte le sculture colpiscono per una loro classicità di composizione. Ma qualcuna cattura per un quid di intimità (“Maternità”, “Abbraccio materno”), altre per l’assunzione materica (“Traformazione del nucleo”) della terracotta ceramizzata, altre per la lavorazione duplice (pietra di Comiso, incisa in profondità e levigata) che, alla fine divenuto unicum, guarda ad un’oltranza (“Vela”).

    <<C’è in Salvatore Monaco - scrive Silvia Cuppini nel catalogo dell’Accademia Raffaello - la ricerca di una  bellezza di radice classica, quasi l’evocazione della sperimentazione di Henry Moore, riletto attraverso il percorso di Loreno Sguanci, che si traduce nella ferma certezza di una forma che si svolge sull’uomo, per l’uomo, intorno all’uomo>>.

                                                                      Maria Lenti

 (In fig. "Vela" in pietra di Comiso)