Materia e forma nella scultura di Salvatore Monaco

La beauté est la promesse du bonheur                   
Stendhal                    

 

Le materie delle sculture di Salvatore Monaco restituiscono il senso di un lavoro lento e inesorabile alla conquista della forma. Lo sguardo si sofferma su ogni rilievo, su ogni segno che lo strumento ha impresso nel legno, nella pietra o nella creta molle, muovendosi sulle tracce della mano dell'artista che ha accompagnato il crescere della forma con il gesto carezzevole della mano, cosicché anche l'occhio è disposto a percepire i valori tattili dell'opera.
Il tema ricorrente, che la scultura di tono più figurativo suggerisce, è l'abbraccio, la manifestazione d'amore che fonde due corpi, sia che si tratti di una maternità o di due innamorati. Anche quando la forma si astrae da ogni riferimento naturalistico è la materia stessa che, modellata sulle sue linee di forza, si dispone a ricomporsi nella sua unità originaria. I rilievi morbidi, avvitati su se stessi richiudono come in un gorgo le aperture, o, al contrario, quando l'incastro intensifica la tenuta della materia, le superfici diventano vibranti alla luce per la tessitura dei segni, giungendo, nell'uso dell'alabastro o del legno paduk, a valorizzare le venature in chiave pittorica. C'è in Salvatore Monaco la ricerca di una bellezza di radice classica, quasi l'evocazione della sperimentazione di Henry Moore, riletto attraverso il percorso di Loreno Sguanci, che si traduce nella ferma certezza di una forma che si svolge sull'uomo, per l'uomo, intorno all'uomo. La matrice umanistica del suo lavoro si manifesta dapprima nel rispetto, che è anche valorizzazione, della materia, poi nell'economia di gesti sapienti coordinati al progetto, infine nel perseguimento della bellezza che, come scrive Stendhal, è promessa di felicità, solo promessa, inappagata sempre come il desiderio: è per questo che l'opera di Salvatore Monaco accompagna da sempre con fedeltà e costanza il ritmo dei suoi giorni.

Silvia Cuppini
 

 

Presentazione del Presidente dell'Accademia Raffaello

Avv.Alessandro Santini

 

 

Salvatore Monaco è da lungo tempo amico della nostra Accademia.

Raggiungeva Urbino nel 1968 dalla lontana San Cataldo per frequentare il corso estivo di litografia sotto l'esperta e brillante guida dell'Accademico prof. Carlo Ceci. Mi consta che da allora di strada ne abbia percorsa tanta e con lodevole impegno.  Ha perfezionato ed arricchito, giorno dopo giorno, la sua

ricerca artistica e pur attendendo con diligenza ai suoi doveri didattici, ha coltivato la sua passione per la scultura fino ad affermarsi, prima in rassegne collettive e poi in "personali", raccogliendo ovunque i consensi del pubblico

e della critica.

È quindi con vivo piacere che rivolgo un saluto augurale a questo artista che ha sempre operato con serietà e determinazione, mettendo in luce tutte le sue capacità in questa non facile ed effimera arte.

L’ esposizione delle Sue opere nella nostra Bottega possa tradursi in ulteriori stimoli per il raggiungimento di sempre più brillanti risultati da offrire nell'ammirazione di un più vasto pubblico.