Le tavole scure
 
 

 sono un modo di intendere la rappresentazione pittorica essenzialmente attraverso un utilizzo del colore e della forma ridotti al minimo. Una sorta di defigurazione ricondotta al figurativo, che vorrebbe in questo caso raccontare l'essenzialità della figura umana attraverso l'eliminazione dei dettagli raffiguranti.

Come un desiderio di eliminare assieme ai dettagli ogni possibilità di identificazione certa di questa umanità raffigurata. Una scarnificazione del corpo, non serve la pelle, non serve la carne. Corpi fatti di materia e di vuoti, forme di luce e di ombra.

Ombre figurative in cui la luce è qualità della forma stessa, figure intese come contenitori di memorie, bloccati come fossero pietra, ma trasportabili in qualunque tempo e luogo non appartenendo a nessuno di questi in particolare.

Sono tavole pensate per ambienti scarsamente illuminati, capaci di catturare la luce nello spesso strato di vernice lucida. L'utilizzo di un fondo scuro fortemente riflettente alleggerisce il supporto su cui la figura appoggia e la proietta nello spazio riflesso circostante. Ed è lo stesso sfondo, spesso monocromo, a dare importanza alla forma, a volte alla semplice macchia, nella quale l'occhio umano, per naturale inclinazione, si muove alla ricerca dei tratti caratteristici della figura umana.

nevio monacchi