ESPRESSIONISMO SPIRITUALE ?:

Espressionismo spirituale, non inteso come ricerca dello spirito nel mondo, bensì evocazione della sua essenza, mediante una speciale forma di emersione dal buio inconscio alla luce. Quella luce che non solo ci fa notare le forme del reale, spesso confuse con i fantasmi della nostra immaginazione o delle nostre paure, ma anche il manifestarsi dello Spirito stesso soprattutto nella quotidiana gestualità, motore e sapore di quella esistenzialità che attraverso lui si attua, instancabile ricerca e soluzione di quel fine che solo può farci abbracciare, cosciente partecipazione, l'Assoluto

Silvio Coccia

 

ENIGMA ?:

Nell'ombra di ovattati silenzi, figure emergenti alla luce si muovono lente per tema che un semplice respiro frantumi il cristallo che racchiude i sentimenti più dolci, che vivono solo nel gesto che la parola, ambigua e violenta, uccide e confonde, sì che il gesto di un dono, d'una carezza, d'un abbraccio, d'un bacio o di un lieve abbandono, non alieni la realtà che mentre rivela, corrompe l'innocente pulsione. Che tutto resti puro e gelosamente racchiuso tra le pareti dell'anima, cripta gelosa presso cui lo spirito gioca nell'innocenza del sogno. E' il silenzio di antiche gestuali memorie che l'Artista coglie in una interiore semplicità espressiva e che traduce in distaccata tensione emotiva, l'anima sospesa per cogliere ogni vibrazione che in quel mistico silenzio, possa rivelarle quella verità da sempre agognata, l'irrisolta domanda da sempre seguita da un angoscioso e irrazionale timore. Eppure tra le pause che la mente indagatrice frappone all'angoscia crescente, ecco aprirsi un varco in quella silente penombra, per rivelarci una dimensione più ampia ed in cui tutto, anche l'Artista è compreso. E tra lo stupore che l'angoscia confonde, s'avvisa una corale vibrante armonia e per incanto tutto vive, e non c'è disgiunzione tra sogno e realtà, vita e morte, luce e tenebra, che una emozione nuova l'anima seduce in un pianto liberatorio, sì che sussurrate note di un antico canto, lievi s'avanzano in una estatica sensazione che è comprensione di sé come valore universale: allora il grande mistero che affascinando atterriva, altro non è che comprensione di un tutto entro cui ogni essere è parte e privilegiata essenza. E l'enigma di quella forma incertamente denotata dal segno, si fa rivelazione dell'esaltante bellezza dell'essere, icona, sacralità dell'esistenza che si disvela non più nel dramma di una ineffabile fragilità, ma come immemore dinamismo e fine di un disegno spirituale.

Silvio Coccia