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Jusepe de Ribera (detto lo Spagnoletto)
Monogramma in basso a destra. |
Quest'opera è da annoverarsi tra i capolavori incisi dal Ribera. Il foglio
presentato è inoltre di qualità altissima essendo un primo stato su cinque,
quindi anche di grande rarità. La conservazione perfetta e l'inchiostrazione
molto bella restituiscono al nostro sguardo tutto il fascino che permea questa
composizione carica di pathos e movimento. Il volto e la mano del santo pieni di
stupore per l'apparizione dell'angelo catturano l'osservatore trascinandolo in
una atmosfera dal sapore caravaggesco.
Ribera lascia con alcune sue incisioni un segno indelebile nella cultura
artistica del tempo, dimostrando padronanza tecnica e stile personalissimo. Un
vero maestro nel senso più chiaro del termine cioè colui che insegna e dal quale
i pittori del diciasettesimo e diciottesimo secolo tanto appresero e imitarono.
Jusepe de Ribera ancora giovane si stabilì in Italia, inizialmente forse a Parma
e in Lombardia, poi nel 1615 a Roma ove vide 1'opera del grande Caravaggio.
Spostatosi a Napoli dipinse diverse tele per il duca Osuna.
Le sue 16 lastre sono databili tra il 1620 e il 1628. Esse sono quasi tutte di
grande fascino e impatto visivo, con una crescente attenzione ad un segno fresco
e ad una luce personale. Da citare come capolavori oltre al foglio descritto
sono: '"Sileno ebbro", '"San Sebastiano, "Il poeta", "Cupido e Pan" e il
"Martirio di San Bartolomeo".