Jusepe de Ribera (detto lo Spagnoletto)
Jàtiva - Valencia 1591 - Napoli 1630


S. Gerolamo penitente ascolta la tromba del Giudizio Universale
1621 c.a


Acquaforte e bulino, 310x233 mm. Seconda variante su due del I stato su V.

Monogramma in basso a destra.
Completa di tutta la parte figurata, rifilata oltre la linea di inquadramento dell'immagine.
 

 

Quest'opera è da annoverarsi tra i capolavori incisi dal Ribera. Il foglio presentato è inoltre di qualità altissima essendo un primo stato su cinque, quindi anche di grande rarità. La conservazione perfetta e l'inchiostrazione molto bella restituiscono al nostro sguardo tutto il fascino che permea questa composizione carica di pathos e movimento. Il volto e la mano del santo pieni di stupore per l'apparizione dell'angelo catturano l'osservatore trascinandolo in una atmosfera dal sapore caravaggesco.
Ribera lascia con alcune sue incisioni un segno indelebile nella cultura artistica del tempo, dimostrando padronanza tecnica e stile personalissimo. Un vero maestro nel senso più chiaro del termine cioè colui che insegna e dal quale i pittori del diciasettesimo e diciottesimo secolo tanto appresero e imitarono.
Jusepe de Ribera ancora giovane si stabilì in Italia, inizialmente forse a Parma e in Lombardia, poi nel 1615 a Roma ove vide 1'opera del grande Caravaggio. Spostatosi a Napoli dipinse diverse tele per il duca Osuna.
Le sue 16 lastre sono databili tra il 1620 e il 1628. Esse sono quasi tutte di grande fascino e impatto visivo, con una crescente attenzione ad un segno fresco e ad una luce personale. Da citare come capolavori oltre al foglio descritto sono: '"Sileno ebbro", '"San Sebastiano, "Il poeta", "Cupido e Pan" e il "Martirio di San Bartolomeo".