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Rembrandt Harmenszoon Vari Rijn
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Acquaforte di grande fascino che l'ha resa uno dei nudi femminili più noti tra
quelli incisi da Rembrandt. Magistrale l'uso della luce che viene da destra ed
illumina il corpo della donna che va così a stagliarsi con forza sul fitto
intreccio di segni del fondo. E' curioso notare come il titolo dato all'opera
indichi la donna sul ciglio di un fiume, mentre è più propabile che ella sia
seduta sulla sponda di un letto. Ingannevole a questo proposito è la presenza di
fogliame sullo sfondo che ci riporta ad una scena in esterno. Si ipotizza che il
Maestro abbia utilizzato per l'esecuzione di quest'opera una lastra già incisa,
esattamente una parte del rame conosciuto come "Gesù e la donna di Samaria"
(Bartsch, 70); le fronde degli alberi poi fittamente nascoste dai segni
succesivamente tracciati farebbero parte del soggetto preesistente.
Sicuramente la figura è uno studio dal vero ed anche questo ci riporta con più
facilità ad una scena di interno.
Anche questa come tutta l'opera di Rembrandt è di una modernità sconvolgente ed
anticipa di secoli l'incisione di fine '800 o addirittura quella figurativa più
recente.
Rembrandt fu anche pittore di levatura altissima Inizialmente operò a Leida sua
città natale poi si spostò ad Amsterdam nel 1631 e lì si stabilì. Una vita piena
di sconvolgimenti sia familiari (egli infatti perse in poco tempo madre e
moglie), che economici. Egli fu un grande collezionista di stampe, dipinti e
oggetti di antiquariato o coevi a lui e ciò lo portò, seppur benestante, ad
indebitarsi fino a raggiungere un tracollo economico. Incise nell'arco della sua
vita circa 300 lastre, molte delle quali a soggetto biblico alternate da
autoritratti (è stato nell'arte di tutti i tempi l'artista che più si è ritratto
in dipinti e lastre) e paesaggi, dove la natura troneggia sull'uomo spesso del
tutto assente negli immensi spazi della campagna olandese. Rembrandt era uso
effettuare correzioni alle lastre, ed i fogli a noi pervenuti testimoniano
l'attento studio atto a raggiungere una perfezione di equilibri. Alcune opere
arrivano ad avere anche più di dieci stati con varianti spesso minime tra loro.
Numerose anche le tirature che arrivano fino alla metà dell'800.