Georg Pencz   ? 1500 ca. - Konigsberg o Lipsia 1550  Teti e Chirone  1543

Bulino 136 x 187 mm.  Sato unico.  Monogramma e data in alto a destra.

Foglio rifilato lungo l'impronta del rame.  Bibl.: Bartsch, 90 ; Landau, 78.

 

 Foglio di notevole importanza, che segna insieme ad altre opere di questo artista il passaggio da una visione più cruda nella descrizione della scena a un linguaggio più attento all'aspetto umano pur trattandosi coinè in questo caso di vicende di eroi romani in La scelta dell episodio non certo tra ì più cruenti nella vita del protagonista acheo) è già sintomo di questo cambiamento: una madre
(Teti) che si raccomanda al centauro Chirone affinchè educhi bene il figlio. Uria scena dal sapore quasi bucolico o di interno fiammingo. La madre protesa in avanti sembra quasi dire: "Mi raccomando, abbiate cura di lui è ancora giovane e bisognoso di qualcuno che lo guidi", un'altra donna appoggia la sua mano sulla spalla quasi a farle coraggio, Achille e il suo compagno sembrano rassicurarla mostran¬dogli le prede appena uccise come a dirgli: "Siamo giovani e forti non temiamo nulla! ".

Georg Pencz fu pittore e incisore, in gioventù divenne allievo dopo il 1520 di Durer ma solo dopo cinque anni fu espulso da 'Norimberga per aver appoggiato la rivolta dei contadini. Sono oscuri il luogo e la data di nascita di questo artista ma da alcuni documenti possiamo dedurre che egli vide la luce intorno al 1500.
Sicuramente di estrazione povera egli fu un ribelle d'animo. Amico dei fratelli Beham anch'essi nella bottega del grande maestro di Norimberga. è presumibile un età coeva alla loro. Molto poche sono le notizie che ci arrivano riguardo ai suoi primi anni di lavoro, che furo¬no duri e segnati dall'esilio dalla città e da una miseria sempre più aspra.
L'inizio all'arte incisoria è databile al 1529-30 al ritorno dal suo primo viaggio in Italia. L'arte italiana influenzò molto la sua opera
(soprattutto Raffaello). Egli incise circa 150 opere tra bulini e xilografie spesso di formato molto ridotto (da questo il nome dato sia a lui che ai fratelli Beham ed altri di "piccoli maestri di Norimberga"). Le incisioni di Pencz sono da considerarsi rare in quanto anch'egli spesso incideva con un tratto leggero destinato a scomparire dopo un numero non alto di passaggi sotto il torchio calcografico.