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Ludovico Carracci
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L'opera è da considerarsi la meglio riuscita tra le sole quattro lastre eseguite
da Ludovico Carracci. Di grande rarità il foglio presentato in quanto è nel
primo stato su tre.
Armoniosa e ricca di dolcezza l'immagine denota maturità e sicurezza d'intaglio.
La qualità dell'esemplare ci regala ogni segno e variazione di tonalità, pregi
che si perdono molto negli stati successivi che hanno avuto tirature elevate.
L'attribuzione a Ludovico è confermata dal bel disegno preparatorio conservato
al British Museum.
Calvesi data la stampa intorno al 1600, accostando lo stile esecutivo ad alcune
opere pittoriche come il Martirio di Sant'Orsola e la Madonna col Bambino e
Santi del Marchese di Lansdowne a Londra. Le linee fluide, e il modo di trattare
il drappeggio sono infatti tipici dell'ultimo periodo artistico del Maestro.
Ludovico Carracci, cugino di Annibale e Agostino e quasi loro coetaneo, è
insieme ai due uno dei massimi artisti della scuola bolognese. Nel 1582 costituì
insieme ad Annibale l' "Accademia degli Incamminati".
Soggiornò a Roma. Firenze, Parma, Mantova e Venezia. Anche se per lui
l'incisione non ha sicuramente costituito il tema centrale della sua arte (cosa
che invece fu per Agostino), egli nelle sue quattro lastre, ed in particolare in
questa, denuncia interesse e dedizione verso gli aspetti della grafica, infatti
in così poche opere sperimentò ben tre tecniche: acquaforte, bulino e
puntasecca.
Come per i cugini, l'esperienza romana ebbe un certo influsso sul suo lavoro,
anche se linee classiche ed arrotondate mutarono sempre più fino ad un
consolidato "stile bolognese".
Egli ancor più di Agostino e Annibale prese in grande considerazione l'arte di
Federico Barocci, sia nelle sue opere pittoriche che in quelle grafiche, è
riconoscibile infatti una certa influenza del Maestro urbinate.