Ludovico Carracci
Bologna 15.55 - ivi 1619


Madonna col Bambino e angeli
1595-1610


Acquaforte e bulino,162x116 mm. Stato I/III.
Firma in basso a sinistra.
Esemplare completo di tutta la parte incisa
con visibile a tratti la battuta del rame.
Bibl.: D. De Grazia, n.3 (348). Bartsch, 18  pp- 24-26.
 

 

L'opera è da considerarsi la meglio riuscita tra le sole quattro lastre eseguite da Ludovico Carracci. Di grande rarità il foglio presentato in quanto è nel primo stato su tre.
Armoniosa e ricca di dolcezza l'immagine denota maturità e sicurezza d'intaglio. La qualità dell'esemplare ci regala ogni segno e variazione di tonalità, pregi che si perdono molto negli stati successivi che hanno avuto tirature elevate.
L'attribuzione a Ludovico è confermata dal bel disegno preparatorio conservato al British Museum.
Calvesi data la stampa intorno al 1600, accostando lo stile esecutivo ad alcune opere pittoriche come il Martirio di Sant'Orsola e la Madonna col Bambino e Santi del Marchese di Lansdowne a Londra. Le linee fluide, e il modo di trattare il drappeggio sono infatti tipici dell'ultimo periodo artistico del Maestro.


Ludovico Carracci, cugino di Annibale e Agostino e quasi loro coetaneo, è insieme ai due uno dei massimi artisti della scuola bolognese. Nel 1582 costituì insieme ad Annibale l' "Accademia degli Incamminati".
Soggiornò a Roma. Firenze, Parma, Mantova e Venezia. Anche se per lui l'incisione non ha sicuramente costituito il tema centrale della sua arte (cosa che invece fu per Agostino), egli nelle sue quattro lastre, ed in particolare in questa, denuncia interesse e dedizione verso gli aspetti della grafica, infatti in così poche opere sperimentò ben tre tecniche: acquaforte, bulino e puntasecca.
Come per i cugini, l'esperienza romana ebbe un certo influsso sul suo lavoro, anche se linee classiche ed arrotondate mutarono sempre più fino ad un consolidato "stile bolognese".
Egli ancor più di Agostino e Annibale prese in grande considerazione l'arte di Federico Barocci, sia nelle sue opere pittoriche che in quelle grafiche, è riconoscibile infatti una certa influenza del Maestro urbinate.