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Vitalità del linguaggio incisorio
di Bruno Ceci
[Estratto dal Catalogo]. ... Le incisioni di antichi maestri appartenenti a questa preziosa collezione ci dicono che l'arte incisoria è un impegno e un inquietudine dell'anima, che per entrare nei suoi segreti itinerari occorre prendere coscienza dell'essenziale legame che unisce/divide il bianco dal nero, ascoltare la prossimità di tale distanza, o meglio rivelare che la vera prossimità passa sempre attraverso la differenza, essere consapevoli che la maggior luce si nutre di tenebre, che la luce medesima non potrà mai spossessare l'ombra della sua parte di infinito. In modo più trasparente nei fogli di Cranach, Durer. Luca di Leida, Barocci, Ribera, Callot, Rembrandt, Castiglione. Piranesi, Gianbattista Tiepolo, Cataletto, Piranesi, Goya, quasi tutti rarissimi esemplari di primo stato, nulla si perde di quella incolmabile sapienza che nello stesso tempo pensa il bianco e il nero come la propria origine e il proprio oltre. Luci e ombre si rapportano, si sovvertono nell'interrogazione, senza mai essere l'orizzonte ultimo dell'altra, si presuppongono, si mandano a fondo, entro un contesto che vede anime appassionate e stupite amare il loro inesausto dialogo e, nel contempo, tenere a cuore l'arcana distanza. Prendere coscienza di questo essenziale legame significa che gesti, segni e materie divengono un mondo, che ogni motivo appare come un fermento di libertà o come un dono dell'immaginario, una libertà e un immaginario che sono interrogazione di segni appresi nel cuore del silenzio. Solo il suo racconto è reale per questi straordinari incisori, è il loro respiro e il loro affanno, il loro passato e il loro avvenire, fuoco di luce che rivela esseri e cose e abisso d'ombra che li effonde di mistero, tersa apertura inaugurale e forme dal passo misterioso. ...
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