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Luca di Leida Leida 1494 c.a - ivi 1533
Adamo ed Eva piangono la morte di Abele 1529
Bulino, 163x115 mm della serie "Adamo ed Èva " Stato I/III. Monogramma e data in alto al centro. Piccoli margini oltre la battuta del rame. Dimensioni del foglio 165x117 mm. |
Quest'opera fa parte di una delle più belle serie di incisioni eseguite dall'artista nell'ultimo periodo della sua carriera quando, già a conoscenza delle opere di Dùrer lo incontra personalmente (1521) e ne resta ancor più affascinato. In questo periodo ancor di più le influenze dell'arte italiana caratterizzano il segno e lo spazio nei suoi intagli dove, troviamo più ricerca delle forme morbide, di linee fluide atte ad arrivare a quel "tutto tondo" tipico del nostro rinascimento italiano. Una maniacale puntualità nella descrizione dei dettagli, nelle ombreggiature fanno delle sue opere esempi di grande maestria e virtuosismo. Di riflesso è altrettanto vero che in quel periodo la sua opera fu ammirata ed influenzò artisti italiani del calibro di Pontormo e Andrea Del Sarto e più di un secolo dopo da uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, Rembrandt.
Lucas Van Leyden (questo il suo nome in lingua), fu sicuramente il più grande
incisore olandese del '500. Fu un "enfant prodige " eseguendo già all'età di
dodici anni le sue prime incisioni a bulino (San Cristoforo stilla riva del
fiume. Santa Maria Maddalena nel deserto) che già hanno in loro le premesse
della grande arte incisoria a venire. Dùrer e Luca di Leida, i due giganti
dell'arte incisoria del nord, entrambi si rincorrevano, guardavano, ispirandosi
l'un l'altro in una spasmodica ricerca di perfezione e novità, arrivando a
risultati mai raggiunti prima in quest'arte così povera e scarna dove Fassenza
del colore e della materia pittorica e la quasi impossibilità alla correzione
obbligano l'artista ad un impegno di virtuosismo, sintesi e concentrazione
altissima.