Albrecht Dùrer
Norimberga 1471 - ivi 1528

La penitenza di San Giovanni Crisostomo
1496 c.a


Bulino, 181x119 min. variante c-d/f.
Monogramma in basso al centro.
Rifilata lungo l'impronta della lastra.
 

 

Magnifico bulino, quest'opera è un lavoro giovanile di Durer eseguito all'età di 25 anni, che già ben ci mostra i risultati raggiunti dal Maestro nell'esecuzione delle sue incisioni.
È interessante il tema trattato in questo foglio, che ad un primo sguardo ci potrebbe far pensare ad una Madonna con Bambino. L'immagine narra la storia di San Giovanni Crisostomo che visse come anacoreta in una grotta ove ospitò e sedusse la figlia di un imperatore. Egli spostatosi da quel rifugio vi fece poi ritorno e trovò la donna con in braccio il frutto dell'orribile azione da lui commessa. Così per penitenza nudo come un verme iniziò a peregrinare a quattro zampe nelle campagne circostanti per espiare la propria pena.  II santo è visibile a sinistra dell'immagine. Questa brutta vicenda è stata nei secoli adattata o oscurata ad uso del predicatore di turno e rivisitata anche da vari artisti che unendoci riminescenze di antiche fiabe reinterpretarono spesso a modo loro la storia. In alcuni casi si narra che il santo uccise la giovane donna; quindi la figura eseguita dal Durer ha forse più l'intento come dice il Vasari di "... mostrare che sapeva fare gl'ignudi ...".


Albrecht Durer pittore e incisore tedesco ebbe come padre un orafo ungherese che insegnò lui i primi rudimenti all'intaglio. Formatosi nella bottega di M. Wolgemut collaborò alle incisioni della "Cronaca di Norimberga" (1493). Si spostò poi in varie città europee come Colmar, Basilea e Strasburgo. Tornò a Norimberga nel 1494 per poi visitare l'Italia raggiungendo Venezia, Mantova e Padova. Tornato in Germania ricevette commissioni da Federico il Saggio che diventò suo mecenate.
Negli ultimi anni del '400 Durer realizzò alcuni primo capolavori: le tavole per "L'Apocalisse" e la serie della "Vita della Vergine", i bulini "'Mostro marino" e "La passeggiata". Poco più tardi altre opere somme come il "Sant Eustachio e la "Grande fortuna". Seguirono altri viaggi in Italia e l'esecuzione di altre incisioni di notevole interesse. Fra il 1513 e il 1514 tre dei suoi massimi capolavori videro la luce: '"II Cavaliere, la Morte e il Diavolo", "San Gerolamo nello studio " e "La Malinconia".
Iniziò poi a lavorare per Massimiliano I d'Asburgo progettando le tavole per "L'Arco trionfale" e "II Corteo di Massimiliano I ". L'opera incisa dal Maestro comprende circa 100 bulini e 250 xilografie.