Giuseppe Diamantini
Fossombrone - Pesaro 1621 - ivi 1705


Saturno, amore e una donna


Acquaforte, 260x195 min. Stato unico.
Firma in basso a destra. Rifilata poco oltre la battuta del rame.

Bibl.: Bartsch, 21.
 

 

Questo foglio del Diamantini. come del resto tutta la sua produzione grafica, è un esempio dello stile personale e quindi ben riconoscibile di questo artista che nell'incisione non ha sicuiamente raggiunto i vertici dei suoi due conterranei Barocci e Cantarmi, ma che comunque ci mostra un gradevole modo di usare l'incisione indiretta (acquaforte) con punte di risultati non trascurabili. L'influenza di vari artisti a lui quasi coevi, come il suo Maestro G. A. Sirani o di Giovanni Benedetto Castiglione, degli incisori bolognesi e di S. Rosa, è evidente anche se la personalità del forsempronese esce fuori con guizzi di genialità. Il suo modo di incidere è aereo e pervaso da una rarefazione di immagini dai rimandi veneti. questo spiegabile dal periodo di vita vissuto a Venezia.
Il tema svolto è uno dei suoi preferiti: la mitologia. Le figure se pur non ben definite sono gradevoli e morbide e dotate di buona capacità di sintesi.  Anche quest'opera come spesso accade nei suoi lavori è pervasa da una vena di erotismo accennato con figure quasi nude ed in pose un pò ammiccanti. L'opera è da considerarsi uno dei lavori meglio riusciti del Diamantini, e per composizione e per armonia di segni che ben giocano tra mezzi toni e luce.
Giuseppe Diamantini fu pittore e incisore. Dapprima allievo di G. Andrea Sirani a Bologna si trasferì poi a Venezia assorbendo ben presto nella sua pittura la cultura veneta.
In campo grafico ha realizzato una settantina di acqueforti molte delle quali tirate in pochi esemplari e quindi molto rare da reperire sul mercato.