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Simone Cantarini
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La
datazione di quest'opera è da avvicinare ad altre due lastre incise dal
Cantarini: I riposi durante la fuga in Egitto, (cat. n.19 e 23 del Bellini) per
varie assonanze stilistiche nell'esecuzione del fogliame, quindi durante il suo
soggiorno a Bologna ed esattamente dopo i litigi con Guido Reni.
Con molta probabilità il giovane raffigurato è lo stesso ripreso nel nudo
maschile eseguito a sanguigna ed ora conservato al Metropolitan Museum di New
York. Il Mancigotti ritiene che questo giovane possa essere Girolamo Rossi, che
Cantarini più volte ritrasse secondo la testimonianza del Malvasia.
L'ispirazione per la composizione di questo soggetto potrebbe essere un dipinto
di Annibile Carracci con tema analogo conservato a Londra alla National Gallery.
Simone Cantarini (detto il Pesarese) si formò presso Claudio Ridolfi a Venezia e
poi a Pesaro. Iniziò a frequentare la bottega di Guido Reni a Bologna prendendo
molto del suo maestro. Fu proprio in questo periodo che si avvicinò all'arte
dellintaglio, adottando la tecnica del¬l'acquaforte. A causa di forti contrasti
con il Reni egli si allontanò da Bologna tornando nelle Marche e poi a Roma
(1640-42). Successivamente è di nuovo a Bologna dove l'opera dei Carracci prende
un suo peso nell'arte del Pesarese, cambiandogli anche lo stile nel modo di
incidere.
La sua opera grafica conta circa quaranta lastre, quasi tutte di invenzione e a
carattere religioso.