Agostino Carracci
Bologna 1557 - Roma post 1536

Venere o Galatea portata dai delfini
1590-95

Bulino, 151x10% min. Stato unico.
Rifilata alla linea di inquadramento dell'immagine.
Bibl: Bartsch, 1S,  pp. 35-173.  D. De Grazia, Le stampe dei Carracci, Bologna 1984.
 

 

Questa opera fa parte della serie detta "Lascivie". Le undici stampe di soggetto mitologico e biblico sono considerate dai critici un corpus unico, anche se trattano argomenti diversi esse hanno come filo conduttore una vena di erotismo a volte ben esplicito, altre più velato. Secondo il racconto del Malvasia le stampe mandarono in collera Papa Clemente VIII, che accusò Agostino di non aver "'buona creanza", e disse di ritenere le stampe in questione inaccettabili da parte della gente "timorata".
Agostino non fu certamente il primo ad intagliare lastre a soggetto erotico infatti già all'inizio del '500 Marcantonio Raimondi incise una serie di lavori detti "I modi" alquanto espliciti che circolarono per un certo periodo riscuotendo notevole successo anche se venduti di nascosto; Clemente VII venuto a conoscenza di questi fogli fece imprigionare Marcantonio e lo rilasciò solo alla promessa di distruggere le lastre e tutti gli esemplari che fosse stato possibile rintracciare; risultato ottenuto, visto che si conoscono solo i fogli conservati nei musei. Anche il Bonasone a suo modo intagliò una serie di stampe da Perino Del Vaga, molto erotiche, a lui seguirono Giorgio Ghisi ed altri artisti, questo a testimonianza che il genere "lascivio" non ha mai perso interesse nei secoli.


Agostino Carracci fu pittore e incisoie. Scolaro del Tibaldi fu il primo dei tre Carracci a incidere lastre e a differenza del fratello e del cugino, questa divenne la sua principale occupazione, procurandogli fama ancor più che la pittura. Egli iniziò come tanti altri incisori come orafo e secondo il Malvasia ed altri studiosi si formò nello studio di Prospero Fontana e di Bartolomeo Passerotti, ma è con il Tibaldi che egli affinò la sua tecnica
Influenzato dall'arte di C. Cort il suo segno al bulino sottile e preciso divenne ben presto personale e caratterizzato da una notevole perizia tecnica. Nel 1590-1591 Goltzius fece soggiorno in Italia sostando anche a Bologna ove avvene forse uno scambio di stampe tra lui e Agostino. L'influenza che ebbe questo artista sul bolognese è riscontrabile anche nel foglio qui presentato che porta la data del 1595. Agostino Carracci fu anche stampatore delle sue opere tra il 1586 e il 1587. La sua opera in campo incisoria conta circa 300 bulini e d'invenzione e di riproduzione.