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Agostino Carracci |
Questa opera fa parte della serie detta "Lascivie". Le undici stampe di soggetto
mitologico e biblico sono considerate dai critici un corpus unico, anche se
trattano argomenti diversi esse hanno come filo conduttore una vena di erotismo
a volte ben esplicito, altre più velato. Secondo il racconto del Malvasia le
stampe mandarono in collera Papa Clemente VIII, che accusò Agostino di non aver
"'buona creanza", e disse di ritenere le stampe in questione inaccettabili da
parte della gente "timorata".
Agostino non fu certamente il primo ad intagliare lastre a soggetto erotico
infatti già all'inizio del '500 Marcantonio Raimondi incise una serie di lavori
detti "I modi" alquanto espliciti che circolarono per un certo periodo
riscuotendo notevole successo anche se venduti di nascosto; Clemente VII venuto
a conoscenza di questi fogli fece imprigionare Marcantonio e lo rilasciò solo
alla promessa di distruggere le lastre e tutti gli esemplari che fosse stato
possibile rintracciare; risultato ottenuto, visto che si conoscono solo i fogli
conservati nei musei. Anche il Bonasone a suo modo intagliò una serie di stampe
da Perino Del Vaga, molto erotiche, a lui seguirono Giorgio Ghisi ed altri
artisti, questo a testimonianza che il genere "lascivio" non ha mai perso
interesse nei secoli.
Agostino Carracci fu pittore e incisoie. Scolaro del Tibaldi fu il primo dei tre
Carracci a incidere lastre e a differenza del fratello e del cugino, questa
divenne la sua principale occupazione, procurandogli fama ancor più che la
pittura. Egli iniziò come tanti altri incisori come orafo e secondo il Malvasia
ed altri studiosi si formò nello studio di Prospero Fontana e di Bartolomeo
Passerotti, ma è con il Tibaldi che egli affinò la sua tecnica
Influenzato dall'arte di C. Cort il suo segno al bulino sottile e preciso
divenne ben presto personale e caratterizzato da una notevole perizia tecnica.
Nel 1590-1591 Goltzius fece soggiorno in Italia sostando anche a Bologna ove
avvene forse uno scambio di stampe tra lui e Agostino. L'influenza che ebbe
questo artista sul bolognese è riscontrabile anche nel foglio qui presentato che
porta la data del 1595. Agostino Carracci fu anche stampatore delle sue opere
tra il 1586 e il 1587. La sua opera in campo incisoria conta circa 300 bulini e
d'invenzione e di riproduzione.