REALISMO  ROMANTICO  DI  CATY  FIOL

 

Nel tempo, apparenza e realtà rivestono le opere dell'uomo, concedendo agli artisti la facoltà di reinventare, arbitrariamente, la sintesi speculare: la verità apparente nella realtà della finzione. Di questo processo cangiante nel tempo, come lo sono gli stati d'animo che accompagnano le azioni dell'uomo, Caty Fiol è protagonista attivissima e multiforme. La sua ricerca persegue continui spostamenti da una tecnica all'altra come una normale consuetudine e senza mai produrre, dentro a se stessa, alcuna occasione di smarrimento della sua identità. Infatti il suo percorso artistico si è sviluppato per gradi, caratterizzato da un lungo periodo di sperimentazione che dall'incisione, attraverso un linguaggio oggettuale e figurativo, la porta ad indagare con particolare attenzione a vari generi e diverse tecniche fino a cimentarsi con una tematica taurina. Le sue immagini diventano sempre più semplici e insieme più complesse, isolate e sottratte allo spazio domestico; c'è compostezza di stile, eleganza grafica, politezza di segno; tutto volutamente è mantenuto a distanza dall'emozione... eppure l'insieme null'altro è che un concerto ricco di emozioni: dall'impostazione iconografica, alle pause sospese del colore, dagli incontri fortuiti e guidati dei pastelli, al sogno di ritrovare delle certezze lasciate per via. Appartiene al "realismo romantico" la produzione di Caty Fiol? Sembrerebbe proprio di si quando la sua attenzione si sposta al paesaggio e alle immagini urbane. Qui predominano gli olii, ma la stesura del colore, per quanto si accenda spesso di timbri sfolgoranti, conosce la seduzione dello sfumato e gli esiti che tramite esso possono ottenersi nell'insieme o nel dettaglio.

Siamo così guidati a scoprire una pittura quieta che dolcemente interroga la natura e le cose per estrarre il senso autentico, e insieme stupita dinnanzi ad una realtà che da le vertigini a chi, guardandola con intensità, la scopre quasi la sede di un "oltre" forse onirico, forse fiabesco.
La pittrice allora non può che esasperare la sintassi consueta e trasfigura la realtà: percorsa da brividi di luce, essa è un cielo, un gomitolo di nebbie, un vicolo, un campo, un fiore e un aquilone... Un paesaggio ondeggiante, nel quale protagonista è il senso atmosferico e le cose si dispongono secondo la cadenza libera della musica e dei sogni.

 

Maria Ester Giomaro Possanzini