|
HANNO SCRITTO
Professori, Critici, Giornalisti
e
Poeti quali:
Rafael
Jaume,
Perellò
Paracielo, Xam,
Quinito
Caldentey,
Marisa
Zoni,
Maria
Ester
Giomaro
Possanzini, Padre
Stefano
Troiani,
Vicente
Jainiguet
Tarragona,
Claudio
Ferr
(il
Resto del
Carlino), Giorgio
Vescarelli, Damiàn
Ramis
Caubet
(Baleares),
Giorgio
Nonni,
Luis
Serverà,
Raimondo
Rossi,
Giada
Talozzi.
Caty Fiol
mallorchina
è una
donna che
fa ricordare quelle
grandi
artiste
del
rinascimento polifacetiche: pittrice, grafico,
tutto
a un
eccellente livello di
qualità.
VicenteJamiguet
Tarragona
Fiol trasforma
ogni
particolare
della natura
in
uno sfumato
e delicato
panneggio cui
aggiunge un
ovattato tocco
di
colore, indubbiamente
non
è facile
abbinare
la
tecnica all'arte
fino
al punto
di
fare perdere
le tracce
per
ottenere soltanto
effetti
pittorici.
Claudio
Ferr
(il
Resto
del
Carlino)
Ma chi
scrive non è
un critico, militante
quindi
potrei eludere
facilmente
il
problema. Tuttavia
di
alcune cose
sono
certo: Fiol
ha
avuto buoni
maestri,
ha saputo cogliere
con occhio attento
e sicura scelta
quanto basta
per
ottenere i risultati
che
abbiamo davanti
noi;
la sua ricerca
è stata lenta
e sofferta e
forse non è
finita, ma ciò
che vediamo ci
dice che ne
valeva la pena.
Giorgio
Vescarelli
Desde sus
brumosos dibujos
a
sanguino hasta
los
atractivos paisajes
de
Sóller o de
Fornells, pasando
por
unos insòlitos Cardenales
Italianos
la obra sobre
lienzo o papel de
Catalina Fiol
ha
vuelto a
Mallorca, madura
y fortalecida por una
gran personalidad.
Damiàn
Ramis
Caubet
(Baleares)
Pittrice appartenente
al
così detto
"realismo romantico"
ma
in realtà
assettata di
sollecitazioni e tecniche
nuove,
Caty passa
con
grande disinvoltura
dal
bulino alla
pennellata ariosa
per
investigare ogni reperto
della natura
che
le si
pone innanzi.
Acuta
osservatrice del
paesaggio ma
abile anche
nel
delineare volti
e scolpire
sensazioni sempre
diverse,
l'artista mallorchese non
finisce mai
di stupire
per
questa sua
insoddisfatta
voglia di
descrivere nelle tele
il frutto
di
questo suo
viaggio spirituale che
la conduce
alle radici
delle
geogaie
appenniniche, ove
si respira
l'aria di
vetro che
ispirò Piero.
Giorgio
Nonni
|