|
RELAZIONE TECNICA Dott. Ing. Antonio Santese
3.4. Le mura cinquecentesche. (pagg.9-10 dell'originale)
Nel 1502 il perimetro murario fu interamente rilevato da Leonardo da Vinci. Le mura che circondavano la città nei primi anni del Cinquecento erano ancora quelle medievali, che avevano accorpato in un unico giro l'espansione dei borghi. Erano mura atte a resistere ad azioni belliche di tipo tradizionale, in cui le operazioni di attacco e difesa avvenivano lungo tutta la cortina. Con l'introduzione della polvere da sparo e i moderni metodi di guerra il perimetro medievale si dimostrò [009] obsoleto e la tecnica costruttiva delle strutture murarie inadeguata ad assicurare la difesa. Nel 1507 il duca Guidantonio dette inizio alla costruzione del nuovo perimetro murario, concepito secondo le moderne tecniche difensive. Il nuovo principio, usato per la prima volta da Francesco di Giorgio nella costruzione delle rocche, concentrava la difesa, cioè i pezzi di artiglieria, in punti particolarmente adatti a spaziare nel campo nemico. Furono costruiti i bastioni che uscivano dall'allineamento della cinta muraria nei punti in cui questa si fletteva, formando angoli ottusi, in modo che i cannoni, piazzati su di essi, avessero il massimo campo di azione. Il nuovo perimetro seguì l'andamento delle mura precedenti correndo all'esterno, in modo da ottenere, a monte, un possente terrapieno che aumentava la resistenza dell'opera murata. I due tracciati si differenziavano solo in due parti, nel versante orientale: nel tratto che dalla Porta di Lavagine sale verso la punta settentrionale, dove la precedente spanciatura, che seguiva l'andamento del terreno, fu rettificata; e dalla Porta di S. Bartolo al torrione di S. Chiara, dove il nuovo perimetro incluse una vasta area che le mura medievali avevano escluso. [010]
|
|
|
|
In rosso fra parentesi quadre i numeri di pagina del docimento originale depositato presso la Procura di Urbino
|