duccio  medico  cantautore

 

Se vo' veda  le belle d'Urbin

 1)- Scaricabott [0'.53"]

 2)- Canson [3'.32"]

 3)- E c'era Pietracc [3'.54"]

 4)- Me sa miland ch'arvien [5'.27"]

 5)- C'la bordella dla Rosina [3'.51"]

 6)- Voj stè sa te [3'.52"]

 7)- Com un chansonnier [3'.05"]

 8)- San Crescentino [5'.27"]

 9)- El mi aquilon [3'.13"]

10)- Le danse lutteranno passata mezzanotte [4'.50"]

11)- Se vo' veda le belle d'Urbin [4'.48"]

 

 

 

Testo e Musiche originali di Duccio Alessandro Marchi

Il CD è corredato di un libretto contenente i testi in dialetto e in italiano

magnificamente illustrato da foto di epoca dei luoghi e personaggi

Prezzo: 10 €

rivolgersi a : Duccio Alessadro Marchi tel.  0722-320.951  cell. 328-3413310   e-mail:   duccioalessandro@libero.it

          a:   ......................................................

TESTI E MUSICHE DI

DUCCIO ALESSANDRO MARCHI

PRODOTTO DA

DUCCIO ALESSANDRO MARCHI?

EDIZIONI

ALI DI DIAPASON

ARRANGIATO DA

DUCCIO ALESSANDRO MARCHI, DAVIDE DI STEFANO, LUCA RFBUCCI, DUCCIO E LE BIRRE MEDIE

REGISTRATO E MLXATO AL MEDIA STUDIO DI URBINO DA

LUCA REBUCCI E ALESSANDRO PERI ZZI

ALESSANDRO PERUZZI

PROGETTAZIONE GRAFICA

MAURIZIO BIANCHIN1

HANNO SUONATO

DUCCIO ALESSANDRO MARCHI, DAVIDE DI STEFANO, LUCA REBUCCI, PEPPE CONTE, GIANLUCA

BALDASSARRI, GABRIELE MAGI, MARCO PIERSANTINI, MICHELE ANNIBALI, ALESSANDRO PERUZZI,

SIMONE SORINI, PAOLO BAIARDI, FIORENZO FORLINI, LUCA CHIARINI, RAFFAELE BUOVORO,

ROBERTO BURANI, GIOVANNI DI STEFANO, CRISTIAN MARINI

HANNO CANTATO

DUCCIO ALESSANDJP MARCHI, LUCA RFBUCCI, FEDERICO BLSCIARI, ALESSANDRO MARCHI

DISTRIBUITO DA

PROGETTI SONORI

  Presentazione di:

Gualtiero De Santi

Duccio Alessandro Marchi è musicista e contemporaneamente poeta.  Poeta  in una lingua viva e antica al medesimo tempo: il dialetto di Urbino,  la città nella quale è nato e vissuto, un dialetto recuperato dalle sue radici popolari e nel suo ritmo di filastrocche e ballata. Si tratta di un linguaggio immediato e ruvido, con suoni aggettanti e rime irrompenti ed aspre che ben si accordano al battere della struttura musicale, avvedutamente condotta sugli snodi sinuosi e fluidi del piano elettrico, della fisarmonica, delle tastiere, della batteria e del flicorno baritono. Che interviene in altri termini sul carattere e sulla modularità della ricca e sapiente strumentazione che è sviluppata volta per volta nei diversi  arrangiamenti. Al centro di tutto si colloca la voce dello stesso Marchi. Una voce che con nostalgia e accorata determinazione fronteggia lo svenimento delle cose e delle persone, e al tempo stesso la perdita di consuetudini che appena ieri apparivano intatte e oggi quasi non esistono più. Il risultato è la restituzione del dialetto  al  piano della nostra percezione e sensibilità moderna, ma anche la  nascita della canzone dialettale urbinate.