SCOPERTA DEL MANOSCRITTO E BREVE VALUTAZIONE
Il testo manoscritto de La Renza è stato ritrovato casualmente fra le carte private di un Professore dell’Università di Urbino che evidentemente aveva intenzione di studiarla o farla studiare. Proviene dall’archivio del Convento di S. Francesco di Urbino. Ne fa menzione Giovanni Crocioni, famoso studioso dei dialetti e delle tradizioni marchigiane (La poesia dialettale marchigiana, Arti Grafiche “Gentile”, 1934-36), il quale ne ebbe notizia dal Conte Luigi Nardini che ne possedeva una copia e che ne trasse una versione in dialetto urbinate moderno dal titolo El caldè de Bieg non ancora pubblicata. Stando al Crocioni fu rappresentata almeno tre volte, probabilmente nel Teatro dei Pascolini che aveva sede nel Cortile d’Onore del Palazzo Ducale. Versioni trascritte a stampa e informatizzate sono state depositate nel fondo antico della Biblioteca Universitaria di Urbino.
Si tratta di una commedia in dialetto urbinate della fine del ‘600 che è di notevole interesse sia per gli studiosi del nostro dialetto, che per gli studiosi della storia del teatro popolare urbinate che sicuramente aveva una sua consistente attività accanto al teatro aulico di Corte. E’ in elaborazione un progetto per una edizione a stampa corredata da uno studio testuale e la messa in scena da parte della Compagnia Dialettale Urbinate di questa commedia che è una testimonianza singolare della vita culturale della nostra Città nei secoli passati.
Rolando Bacchielli