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ANTONIO FABI   Quinto Rulliano Valente

 

PENE  D’ HUMOUR  COMPIACIUTO

Diventano le lacrime di ghiaccio,
dopo che tutto il corpo mio fu fuoco,
perché col fuoco è molto duro il gioco,
se tu mi neghi il tuo bollente abbraccio.

Ancora invano il tuo bel nome invoco,
senza speranza, appunto; ma lo faccio,
in quanto alla fin fine, accidentaccio!
mal che mi vada diventerò roco.

Tu mi risponderesti, se prestante
io fossi, e giovane ed anche intestato,
se ti facessi dono d’un diamante.

Qualchedun altro avrebbe già sbraitato:
"Puttana, meretrice, commerciante!".
Idiozie: questa è  legge del mercato.