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ALLEGATO
INTRODUZIONE
Al
VI° Concorso di poesia dialettale sono stati presentati n.29
componimenti in versi ,n.2
componimenti in prosa e una raccolta di detti e vocaboli in dialetto. Il
crescente numero di
partecipanti attesta che c'è voglia di esprimersi in dialetto e che il
Concorso è diventato per la città e
i suoi dintorni una
occasione e una spinta ad esprimere in una forma meno impegnativa
rispetto alla poesia ufficiale
sentimenti,umori e malumori.
La
maggioranza dei componimenti è ancora legata ai ricordi dell'infanzia e
a un mondo di
consuetudini e di gesti ormai perduto o alla critica sociale cui
corrispondono,tradizionalmente,le
forme metriche della filastrocca e della satira; alcuni però,e sempre di
più,ci auguriamole ne
discostano e affrontano temi più impegnativi e moderni espressi in forme
poetiche più rigorose e
raffinate.
Così se per la prosa la giuria ha ritenuto opportuno,per quest'anno, non
assegnare nessun
premio,all'opposto si è trovata,per così dire,in difficoltà di fronte
alla buona qualità di molti testi e
ha deciso di assegnare tre premi dando la preferenza alle composizioni
più innovative.
E' stato molto apprezzato il lavoro di Carla Galli,non ancora
adeguatamente sistemato,per la
ricchezza del materiale raccolto. E' un lavoro importante per chiunque
voglia conoscere meglio il
dialetto o non perderne la memoria,infatti il rischio delle lingue non
più parlate largamente è che se ne restringe l'uso a sempre meno parole
fino al loro estinguersi.
In
conclusione si può dire che nel clima diffuso di salvataggio delle
diversità e di rifiuto della
omologazione la lingua locale ha ritrovato il suo valore culturale di
strumento vivo di una
comunità,come quella urbinate, che si sente frantumata nei rioni
extraurbani e soverchiata dagli
studenti e che vuole ritrovare la sua unità. Ciò è positivo purché il
dialetto sia strumento di
trasmissione di cultura ,di aggregazione e di crescita della comunità e
non un prodotto di nicchia.
Maria Laura Ercolani
Motivazione dell'assegnazione dei premi:
1
° Premio a Parol de tut i giorn di Germana Duca Ruggeri.
Lingua e dialetto sono il tema poetico di questa composizione di Germana
Duca Ruggeri che sente la lingua
parlata come una componente importante della cultura e della storia di
questa città: è tutt'uno con i tetti e le case,le stanze e le
suppellettili domestiche e si diffonde e riverbera anche sulle
colline e sugli alberi intorno arricchita dalle suggestioni degli
scrittori e degli artisti della corte
di Federico.
La riflessione e l'emozione poetica, così come si maturano nella
quotidianità, si alternano nel testo
a
vivaci scene di dialogo familiare e a squarci di paesaggio in un
sapiente intersecarsi
ritmi,intonazioni e livelli stilistici.
La poesia dialettale è per Germana Duca un omaggio alla città e al suo
luminoso passato,ma è
anche una proposta a riscoprire quella cultura che ci onora,a farla
rivivere e a diffonderla.
2°
Premio a Dio è vicin di Stefano Mancini Zanchi.
Stefano Mancini Zanchi raggiunge un rara intensità poetica in questa
poesia religiosa che; si
configura come un dialogo intimo del poeta con Dio,dialogo dolente
che,in atteggiamest& <&
rispettosa confidenza,si anima di una ironia tipicamente popolaresca,se
non vogliamo proprio dise urbinate,che il dialetto esprime in modo molto
efficace.
Mancini Zanchi coglie bene la successione degli stati d'animo e li isola
nelle strofe,sequenze
compiute di una struttura organica e di grande leggerezza.
Parallelamente il ritmo breve e tronco,un poco aspro,delle terzine
cresce fino a distendersi negli
endecasillabi della quarta strofa in cui la condizione dell'anima viene
resa visivamente in un
suggestivo paesaggio
autunnale.
L'ultima strofa,con percorso inverso nel metro e nel ritmo,ci riporta al
tono scherzoso,ma ora
affettuoso,dopo il percorso intcriore compiuto,deH'inizio.
3° Premio a Un'autopoesia di Anna Zazzeroni.
La composizione di Anna Zazzeroni ha il carattere narrativo tipico della
poesia dialettale e
ripropone il genere popolare della farsa.
Si
distingue per la vivacità e la freschezza delle espressioni e la
comicità un po' grottesca delle
immagini.
Non manca,e anche questo è tipico della poesia popolare,la morale
dettata dal buonsenso e da un
sano amore per la vita
che salva dalle mode distorte imposte dalla cultura dominante.
Maria Laura Ercolani
Urbino, 5 febb 2005
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