C  O  M  U  N  I  C  A  T  O     S  T  A  M  P  A
CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE E PUBBLICAZIONE
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Esposizione dipinto di Renzo Scopa

Urbino - Città di Castello - Assisi.

 

 

“Benedico l’opera di Renzo Scopa dal titolo “Cristo e Giovanni Paolo II: la luce dell’anima”. Essa intende proporre l’azione apostolica e umana del grande Pontefice che ha introdotto la chiesa nel terzo millennio”.

S.E. Mons. Francesco Marinelli

Arcivescovo di Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

 

 

 Il 2011 sarà un anno che celebrerà Giovanni Paolo II, che ancora vive nel ricordo di credenti e non  credenti. Questo Papa è stato protagonista per più di un quarto di secolo sulla scena mondiale, ha avuto il compito di guidare la Chiesa verso il nuovo millennio, impegnandosi con dedizione a favorire l'unione tra i cristiani, il dialogo tra le religioni, la pace nel mondo.

L’Archivio Renzo Scopa in collaborazione con la Diocesi di Città di Castello e l’Arcidiocesi di Urbino, Urbania, Sant’Angelo in Vado, ha promosso per questa ricorrenza l’esposizione del dipinto di Renzo Scopa dal titolo Cristo e Giovanni Paolo II: la luce dell’anima, in varie e importanti sedi ed in contemporanea con momenti di grande significato religioso, sociale e civile. Renzo Scopa in questa sua opera rappresenta il Papa nel gesto d’inginocchiarsi al Cristo/Uomo; l’artista ha voluto così in questo suo omaggio a Giovanni Paolo II rimarcare la capacità che questo pontefice aveva di andare incontro alle genti, consapevole della sacralità della vita, della natura e del cosmo.

La prima esposizione avrà luogo presso il Duomo di Urbino, Santa Maria Assunta in Cattedrale, dal prossimo 19 aprile fino al 15 maggio, in occasione della Beatificazione di Giovanni Paolo II che avverrà in San Pietro a Roma il primo maggio 2011. Poi l’opera sarà esposta presso il Duomo di Città di Castello, città d’adozione di Renzo Scopa, nel periodo luglio-agosto 2011. La terza tappa espositiva infine, sarà ad Assisi nel prossimo mese di ottobre presso il Sacro Convento di Assisi, durante la visita del Papa Benedetto XVI in occasione della ricorrenza del venticinquesimo anno dalla visita di Papa Giovanni Paolo II nella città serafica (1986-2011). All’epoca la preghiera interreligiosa fu un incontro capace di toccare le coscienze e far riflettere, per la presenza assieme dei rappresentanti delle religioni di tutto il mondo. Facendo nascere quello “spirito di Assisi” che ha segnato un’apertura al dialogo interreligioso e ha contribuito a costruire un ponte fra le culture più diverse.

Come detto Il titolo del dipinto è Cristo e Giovanni Paolo II: la luce dell’anima. Esso appartiene all’ultima stagione dell’opera di Scopa e risale al 1990, si tratta di una tecnica mista su tavola di cm. 95x85. L’opera è un omaggio a Papa Giovanni Paolo II. Le parole con cui il critico e storico dell’arte Floriano De Santi commenta l’opera sono: “Sviluppando tesi già enunciate nella seconda metà degli anni Cinquanta e sintetizzando elementi di poetica di oltre un trentennio, Renzo Scopa continua a indicare l’arte come lezione morale. L’artista in questo dipinto si concentra pertanto sulla continua messa a punto degli strumenti pittorici attraverso cui raggiungere momenti qualitativamente alti e individua nel dripping  un potenziamento delle capacità evocatrici del colore-luce, che organizza – nella sapienza compositiva – l’immagine. Il colore sperimenta ora nuovi timbri puri, raggiunge sonorità e raffinatezze inedite e si carica ulteriormente, per la mobilità suggerita dai rossi, dagli azzurri e dai neri, di possibilità comunicative di valori intensamente spirituali”. 

Renzo Scopa nasce a Urbino nel 1933 dove frequenta la Scuola del Libro sotto la guida di Leonardo Castellani, Francesco Carnevali e Pasquale Rotondi, diplomandosi con la qualifica di Maestro d’Arte Ornatore del Libro. Sempre presso lo stesso istituto urbinate consegue il Diploma di Abilitazione all’Insegnamento della Calcografia. Nel 1954 realizza per l’Istituto Statale d’Arte di Urbino le incisioni all’acquaforte che illustrano il libro “Contrasto del povero e del ricco”.

Dopo una proficua esperienza incisoria, in cui affiorano nella superficie del foglio schegge di paesaggi sparsi e testimonianze antropomorfe, la pittura di Renzo Scopa si caratterizza sempre più per il vigore espressivo. Il pennello dell’artista spazza lo spazio, lasciando strascichi e schizzi di colore, fino a giungere a pastosità corpose e colori fluidi dove le figure tendono a smaterializzarsi e quasi a dissolversi.

Un tema ricorrente nell’opera di Scopa, che nella sua ricerca artistica ha sempre cercato le tracce della presenza di Dio, è quello della Crocifissione: metafora universale del dolore dell’uomo che la violenza del Novecento – da Auschwitz a Hiroshima – ha reso più vicino e attuale. Renzo Scopa muore a Città di Castello nel 1997.