Testimonianza

 

Ho conosciuto Armando De Santi che non avevo vent'anni e lui era un uomo maturo, roccioso; lavorava sempre, nella sua bottega, specie nelle ore più strane ... di notte.  

L'ho sentito sempre una sorta di coetaneo, magari io ero un po' più giovane, ma non contava tanto. 

Sono rimasto non poco quando, due anni fa, quale suo difensore, ho visto in un atto del Tribunale di Urbino Cuna delle sue non rarissime vicende giudiziarie), l'anno della sua nascita: 1922.  Aveva più di settant'anni: un'età, indiscutibilmente, inesorabilmente da vecchio.

E pure lo avevo visto qualche mese prima, dopo molto tempo, mi aveva regalato una raccolta di sue poesie che facevano pendant con delle sue incisioni: era il solito Armando, appena un po' più segnato, ma sempre lui, il solito roccioso Armando che avevo sempre conosciuto.

Ed è così. Lui è ancora così, a dispetto dei settant'anni anzi settantatrè e di tutte le sue traversie.

È stato capace di commentare con un "mi ci voleva!" la restrizione agli arresti domiciliari, ... perché gli aveva consentito di dedicarsi, senza distrazioni, a nuove sperimentazioni.

Un artista, sicuramente !  Mi torna in mente quando lo vedevo, le prime volte, e lo chiamavo "Professore", mi affascinava quella persona con l'aspetto di uomo maturo e dentro una natura di ragazzo, freschissima, intrisa di curiosità e di passioni.

Lo avvertii molto presto, dalle primissime volte.

Poi il rapporto, che era sempre stato di piacevole credo reciproca frequentazione, si rafforzò notevolmente quando ci trovammo entrambi a risiedere a Roma.

La sua proposta di coabitazione mi fu molto gradita, mi aspettavo infatti una piacevole ed interessante condivisione del tempo (poco, in verità), da passare in casa.

Non mi sbagliavo.

Il ricordo più bello è quello del risveglio in piena notte, con Beethoven a pieno volume e Armando davanti a una tela con in mano un panino e, nell'altra il pennello.

Era così bello veder uscire dalla tela le forme, sempre più individuabili delle cose !  C'era anche Foà, nel giradischi che recitava Garcia Lorca e me lo ricordo ancora, quasi tutto ! Ricordo di quel tempo, anche un particolare turgore dei miei sensori per captare sensazioni, per vivere emozioni, sentimenti.

Ricordo che "sentii", quasi per una rivelazione, come l'arte fosse forma superiore di conoscenza.

Bellissimo!

Francesco Paci