L' UNIONE  SARDA

 

PROSSIMA MOSTRA D'ARTE A CAGLIARI
Le opere di Bramante Busignani  sono scene della nostra vita


CAGLIARI, 11. — Per parlare dell'artista Bramante Busignani e della sua opera, è necessario aprire una breve parentesi per illustrare il campo entro cui opera. Ai nostri tempi diventano sempre più rari gli artisti che affidano l'eternità delle proprie opere, ad un sistema di incisione molto in voga nel tardo Settecento ed in tutto il secolo scorso: la litografia, iniziata nel 1793 dal tedesco Aloisio Senefelder. Eppure i risultati plastici che si ottengono dalla pietra litografica, sono veramente meravigliosi: basta visitare lo studio del prof. Bramante Busignani, a Monserrato, per rendersene conto.

Diciamo innanzitutto che l'ospite della nostra cronaca è di Urbino, famosa per gli illustri nomi della pittura che l'hanno immortalata nel cammino lungo degli anni, dove si è diplomato presso l'Istituto di Arte, specializzandosi nella litografia e nell'acquaforte.

Venuto in Sardegna per puro spirito di straordinaria ricerca, decise di stabilirvisi e soprattutto di lavorare. Purtroppo dovette abbandonare l'incisione litografica per la mancanza nell'isola della materia prima e di un torchio litografico. Così si ricordò di essere un disegnatore, di avere una scuola, un bagaglio culturale di primissimo piano: scoprì la pittura. Eccolo vincitore del « I Premio bianco-nero 1962 », alla « Prima Mostra regionale d'arte figurativa in Sardegna »; « Medaglia d'oro 1965 » alla mostra concorso organizzata nell'isola dall' ACI; ricordiamo, infine, che le sue opere sono state segnalate in concorsi nazionali, come «Mostra incisori contemporanei città di Forlì» nell'anno 1957.

Il passaggio dall'incisione alla pittura è stato notevolmente felice, sia per la predilezione al genere impressionistico, sia per il successo di critica e di pubblico avuto in collettive. Ora si prepara ad una personale dedicata al «piccolo formato», cioè a quadri di piccole dimensioni. Abbiamo avuto il piacere di vedere in anteprima queste opere, e, confessiamolo, siamo rimasti veramente colpiti dai caratteri principali della sua pittura.

Abbiamo detto di genere impressionistico, ma vogliamo aggiungere anche macchiatolo. Di conseguenza i risultati che ne scaturiscono sono naturali, dall'aspetto nobile e fecondo. I suoi paesaggi appaiono come dei gruppi armonizzati, fusi e definiti nelle lineev e nel colore. Le figure si muovono entro un atteggiamento di superlativa sensibilità artistica. In genere questi modelli sono colossali, preparati dopo uno studio lungo e paziente: tutti però rispecchiano una inarrestabile capacità espressiva tendente al bello nonché all'autenticazione del genio umano.

La decorazioni della terra natale ci riportano alla classicità dugentesca, alla prospettiva giottiana: l'anatomia del suo «Cristo » più che d'impostazione michelangiolesca è di fattura fiammminga. In ultima analisi, visi delle modelle — mature o piccine che siano — appartengono a noi, solamente al nostro periodo.

Sono quei visi che incontriamo tutti i giorni per la strada, nei bar, al cinema, sono i nostri visi proiettati dalla superficie fredda dello specchio, dopo una notte di sonno e di sogni.  Ritrovare vuol dire spesse aver cercato: quindi il nostro incontro rileva una pura vena poetica. Un pittore che afferma la sua grandezza interpretando l'anima dell'umanità carica di credenze, di paure, di mistero, pere nel fondo buone; ecco Bramante Busignani. Ci riproponiamo, comunque, di tornare sul pittore urbinate in occasione della sua prossima personale. E' un artista che merita molta attenzione.

Paolo Pais
L'UNIONE SARDA